La mamma del famosissimo Miguel Bosè, l'attrice Lucia Bosè, è morta nel pomeriggio di lunedì 23 marzo in ospedale a Madrid all'età di 89 anni.

Lucia Bosè, che già da tempo abitava a Segovia (in Spagna), era ricoverata per una grave polmonite ma è stata anche colpita dall'infezione da Coronavirus e questo ha peggiorato ulteriormente le sue condizioni di salute, portandola alla morte. La donna è stata Miss Italia nel 1947 (a 16 anni) e, nella sua lunga carriera come attrice, ha lavorato con registi del calibro di Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni e Federico Fellini.

La Bosè ha preso parte a film indimenticabili che fanno parte del cinema italiano ed è il 1950 l'anno ufficiale del debutto sul grande schermo.

La vita e la carriera

Lucia, prima di diventare famosa, lavorava come cassiera in una pasticceria di Milano ed è qui che Luchino Visconti la notò, fulminato dalla sua bellezza. Nel 1947 Lucia Borloni (questo il suo vero nome) è stata eletta Miss Italia a soli 16 anni e nel 1955 si è sposata con Luis Miguel Dominguin con il quale ha avuto tre figli: Miguel (famosissimo in Italia), Lucia e Paola.

La Bosè ha continuato a recitare fino al 2014 in film come 'Cronaca di una morte annunciata' di Francesco Rosi e 'I vicerè' di Roberto Faenza.

È il figlio Miguel Bosè a dare l'annuncio della morte della mamma sul suo profilo Twitter. L'uomo ha postato una foto di Lucia sorridente e l'ha accompagnata con una didascalia in spagnolo: "cari amici...vi comunico che mia madre Lucìa Bosè è appena morta. È già nel migliore dei mondi".

L'ultima apparizione televisiva della donna in Italia risale all'ottobre del 2019 quando la Bosè parlò della sua vita, della sua carriera e dei suoi affetti a Mara Venier nel salotto di Domenica In.

Perde la vita per le complicanze da coronavirus anche la mamma di Piero Chiambretti

È di pochi giorni fa la notizia del ricovero di Piero Chiambretti e della sua mamma Felicita al Mauriziano di Torino per il contagio da coronavirus.

La donna è morta a 83 anni per una polmonite provocata dal virus. Come il figlio Piero ha raccontato più volte, la mamma lo aveva cresciuto da sola senza mai rivelargli il nome del padre. Felicita aveva raccontato di aver avuto Piero a 19 anni e di aver chiuso con gli uomini da allora anche perché 'non ne ho avuto il tempo'. Impegnata nel campo delle assicurazioni, Felicita ha lavorato moltissimo per tutta la vita per poter mantenere da sola lei stessa ed il figlio. Dopo la pensione la donna si era completamente dedicava all'arte ed alla poesia tanto da arrivare a pubblicare un libro il cui ricavato è andato tutto in beneficenza per ospedali (dall'infantile Regina Margherita al Martini) ed iniziative benefiche.

Di tutte le poesie scritte Felicita ne amava in particolare tre: quella dedicata all'amato figlio Piero, quella sul dramma del femminicidio ed, infine, quella scritta pensando all'unica nipote Margherita.

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