Alla stazione Colosseo – Fori Imperiali della Metro C di Roma è in corso un intervento di manutenzione programmata sulle murature del balneum romano. Questo ritrovamento, risalente alla domus di epoca compresa tra il II secolo a.C. e l’incendio del 64 d.C. sotto Nerone, è stato rinvenuto durante gli scavi e trasferito nella stazione nel 2024. Il restauro, curato dai restauratori del Parco archeologico del Colosseo e dalla Cooperativa Archeologia, si è svolto in modo da non interferire con i flussi dei viaggiatori. L’iniziativa ha previsto un coinvolgimento diretto del pubblico, sia in presenza che online, configurandosi come primo passo di un «percorso di cura, condivisione e conservazione partecipata».
L’obiettivo è rafforzare la fruizione pubblica in uno spazio che unisce infrastruttura e patrimonio archeologico.
L’iniziativa ha confermato l’attrattività della stazione: dal 17 gennaio, nel secondo mese dall’apertura delle nuove stazioni, la stazione Colosseo ha registrato 362.719 accessi ai tornelli, con flussi elevati anche nei fine settimana. Questo dato conferma l’apprezzamento da parte dei passeggeri. Il restauro diventa così occasione di apprendimento e rafforza la relazione tra pubblico e allestimento archeologico, senza interrompere il regolare transito.
Un ambiente romano in un museo sotterraneo in movimento
La stazione Colosseo – Fori Imperiali, inaugurata il 16 dicembre 2025 come “archeostazione”, integra reperti archeologici in un contesto di trasporto pubblico, offrendo un’esperienza che fonde mobilità e storia.
L’apertura al pubblico ha portato una presenza significativa di utenti: nel primo mese di esercizio la stazione è stata attraversata da oltre un milione di persone. Il progetto unisce l’approccio tecnico e progettuale degli architetti Andrea Grimaldi e Filippo Lambertucci (Sapienza Università di Roma) con la competenza scientifica del Parco Archeologico del Colosseo.
Gli ambienti espositivi offrono teche con statue, frammenti del fregio del Tempio della Pace, pozzi ricostruiti, tubature in piombo con datazioni imperiali e colonne vetrate che svelano la curva del Colosseo. Tutto ciò è accessibile senza bisogno di acquistare un biglietto. I materiali e l’allestimento sono stati pensati per valorizzare i ritrovamenti archeologici, rendendo la stazione una “macchina del tempo urbana”.
La storia degli archeositi nella linea C e la tecnica del “top‑down archeologico”
La stazione Colosseo – Fori Imperiali è parte di una strategia più ampia: l’infrastruttura della Metro C ha trasformato alcune fermate in archeostazioni. In particolare, la realizzazione di questo nodo ha richiesto scavi archeologici estesi (oltre 625.000 m³) e l’adozione della tecnica costruttiva “top‑down archeologico”. Questa metodologia ha consentito di scendere gradualmente dall’alto verso il basso senza sacrificare la stabilità o interrompere le indagini.
L’infrastruttura è stata realizzata grazie al consorzio Metro C guidato da Webuild, in collaborazione con Roma Metropolitane per conto di Roma Capitale, sotto la supervisione del Ministero della Cultura.
Il progetto ha previsto una scatola profonda circa trenta metri che ospita anche un interscambio con la linea B, consentendo l’osservazione diretta delle stratificazioni e dei pozzi repubblicani nel loro stato naturale.
Questi elementi testimoniano l’evoluzione da cantiere a museo, inserita nel cuore della città storica. Il restauro del balneum romano è oggi un tassello significativo di questo sistema, che ha già dimostrato la capacità di attrarre e coinvolgere grandi numeri di visitatori, mescolando fruizione quotidiana e racconto della storia.