La BBC, storica emittente di servizio pubblico britannico, ha nominato Matt Brittin nuovo direttore generale. Brittin, 57 anni, succede a Tim Davie, dimessosi per controversie su imparzialità e un conflitto legale con Donald Trump, nato da un discorso del 2021 il cui montaggio contestato avrebbe fatto apparire Trump come istigatore all’assalto di Capitol Hill, scatenando una causa miliardaria in Florida. La nomina, approvata dal Consiglio di amministrazione e dal governo, giunge in un momento di profonde difficoltà per la BBC, tra scandali, incertezza sulle risorse e la necessità di rinnovarsi in un panorama dominato da giganti come Netflix e YouTube.
L’annuncio ufficiale è atteso dopo le procedure di vigilanza.
Il profilo e l'esperienza di Matt Brittin
Brittin si distingue dai predecessori per la sua estraneità al mondo giornalistico e televisivo. Laureato a Cambridge, presiede il celebre circolo canottieri della sua alma mater. La sua carriera manageriale è iniziata al Mirror, ma ha legato il suo nome a Google, dove per circa dieci anni ha guidato le attività europee del colosso digitale, inclusa la filiale britannica e la divisione Europa, Medio Oriente e Africa. Ha avuto scontri con esponenti politici, anche del governo laburista, riguardo le questioni fiscali delle aziende hi-tech. Negli ultimi due anni ha diretto la società che gestisce il Guardian, consolidando il suo profilo nei media digitali.
Dal 2009 fa parte del consiglio direttivo di The Climate Group, un'organizzazione no-profit che promuove l'ambientalismo e l'economia sostenibile, con l'obiettivo di emissioni zero di carbonio entro il 2050.
Le sfide della BBC nell'era digitale
La scelta di Brittin segna una svolta strategica per la BBC, che deve ridefinire identità e finanziamenti. L’emittente è impegnata in negoziati cruciali con il governo di Keir Starmer per il rinnovo della Royal Charter, la licenza di servizio pubblico, esplorando nuove vie per la sostenibilità economica oltre al canone, in un mercato dominato da piattaforme digitali e streaming come Netflix e YouTube. La precedente gestione di Tim Davie aveva già orientato la BBC verso lo sviluppo tecnologico con l'espansione di piattaforme come iPlayer.
La nomina di Brittin conferma questa direzione, ma la sua esperienza in ruoli pubblici ha sollevato interrogativi, come emerso durante un'audizione parlamentare del 2016 sulle pratiche fiscali di Google, dove Brittin apparve incerto sul proprio salario. Sotto la sua guida, la BBC affronta la complessa sfida di salvaguardare autonomia editoriale, promuovere innovazione, pluralismo e garantire la sostenibilità economica in un ambiente competitivo e sotto scrutinio pubblico.