Dal 9 maggio al 28 giugno 2026, la chiesa seicentesca di Santa Maria del Suffragio a Fano sarà la cornice della mostra "My name is...". L'iniziativa propone un dialogo inedito tra le opere di Banksy, figura emblematica della street art internazionale, e quelle del pittore fanese Andrea Corsaletti, recentemente scomparso. Promosso dall'associazione culturale ArteMista, l'evento si configura come un confronto artistico guidato dal tema degli angeli, soggetto centrale nelle ultime produzioni di Corsaletti e elemento ricorrente nei lavori più celebri di Banksy.
Gli organizzatori sottolineano che non si tratta di un incontro casuale o di una semplice mostra, ma di un'esperienza immersiva che mira a superare il mero accostamento di opere.
La mostra è curata da Samuele Bertini e Umberto Gennari, cofondatori di ArteMista, già artefici nel 2025 della mostra "Oltre", che aveva messo in relazione Antonio Ligabue con artisti locali. Il cuore del progetto è l'indagine sull'umano attraverso linguaggi diversi: i graffiti di Banksy, noti per la loro forza dirompente e critica sociale, saranno presentati attraverso narrazioni multimediali, piuttosto che come semplici esposizioni. Al centro dello spazio espositivo, un'installazione dedicata agli angeli di Corsaletti prenderà la forma di un monumento luminoso, concepito come "un’esplosione silenziosa di anime".
Il titolo "My name is..." è descritto dagli organizzatori come "una frase sospesa che non appartiene solo all’artista o all’opera, ma a chi guarda", invitando a riflessioni su identità, fragilità e ingiustizia.
Un allestimento innovativo tra arte globale e territorio
La scelta della chiesa di Santa Maria del Suffragio come sede valorizza la suggestione architettonica e simbolica del luogo. Le opere di Banksy, riconosciuto a livello globale, attirano a Fano un pubblico eterogeneo, con previsioni di migliaia di visitatori. La scelta curatoriale di non isolare i graffiti come "reliquie", ma di inserirli in un racconto che dialoga con le ricerche di Corsaletti sulle figure angeliche, risulta particolarmente intrigante.
Il programma include un evento speciale il 6 giugno: un momento teatrale con il critico d’arte Mario Alessandro Fiori che approfondirà il messaggio di Banksy, analizzando le intenzioni dietro la celebre "Girl with Balloon". La mostra pone un forte accento sul coinvolgimento di pubblici diversi e sulla valorizzazione congiunta dell’arte globale e di quella territoriale.
Storia, artisti e nuove prospettive culturali per Fano
L'iniziativa "My name is..." segna un'evoluzione per la scena culturale fanese. La chiesa di Santa Maria del Suffragio, edificio seicentesco, conferisce alla mostra un contesto denso di storia e riferimenti spirituali. Andrea Corsaletti, il cui lavoro è rimasto profondamente radicato nella città, ha esplorato il tema dell'angelo come metafora di salvezza e interrogazione esistenziale.
Banksy continua a essere un punto di riferimento per riflessioni su giustizia, pace e denuncia sociale, attraverso un linguaggio accessibile e diretto. L'associazione ArteMista, con Bertini e Gennari, dimostra attenzione nella creazione di dialoghi inediti tra artisti locali e figure di fama internazionale, riconfermando Fano come centro di proposte culturali contemporanee. La città rinnova così la sua vocazione a essere luogo di sintesi tra arte di respiro mondiale e sensibilità territoriale, in un confronto che promette di superare i confini tra pubblico, opere e identità artistica.