Daniel Harding, Direttore Musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, guiderà l’Orchestra dell’istituzione romana in una tournée europea dal 16 al 20 marzo 2026. Al suo fianco, il pianista Daniil Trifonov, figura di spicco a livello internazionale e vincitore di un Grammy Award. Le tappe del tour sono previste a Budapest, Vienna, Monaco e Amburgo, rispettivamente al Müpa (16 marzo), al Musikverein (17 marzo), all’Isarphilharmonie (18 marzo) e all’Elbphilharmonie (20 marzo).
Il programma di questi concerti ripropone le esecuzioni tenute pochi giorni prima nella Sala Santa Cecilia di Roma, offrendo al pubblico europeo il Concerto per pianoforte n.
2 di Brahms e la Sinfonia n. 7 di Dvořák. Daniil Trifonov, pianista che debuttò con Santa Cecilia nel 2012, ha consolidato nel tempo la sua collaborazione con l’Accademia Nazionale. Noto per la sua tecnica prodigiosa e uno stile quasi ascetico alla tastiera, Trifonov ha ricevuto riconoscimenti autorevoli, tra cui il Premio Gramophone per “Artista dell’anno”.
Il Concerto per pianoforte n. 2 di Brahms, presente nel repertorio della tournée, è una delle opere di maggiore complessità del repertorio romantico, un banco di prova sia tecnico che espressivo. La Sinfonia n. 7 di Dvořák, eseguita nella seconda parte delle serate, manifesta il rapporto personale e stilistico tra il compositore boemo e Brahms, unendo rigore formale tedesco a suggestioni dalla Mitteleuropa.
Questa iniziativa, che segna la prima uscita europea del 2026, testimonia l’impegno dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel rafforzare la sua presenza nel panorama musicale internazionale.
L’impatto internazionale dell’Orchestra di Santa Cecilia
Negli ultimi anni, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia si è affermata come una delle principali realtà sinfoniche a livello globale. Secondo il magazine Bachtrack, la compagine romana si posiziona al sesto posto nella classifica mondiale basata sul numero di Paesi visitati in tournée negli ultimi tre anni. Questo risultato è frutto di una strategia di valorizzazione internazionale promossa dalla fondazione, con una crescita costante degli spettacoli fuori sede: nel 2025 si sono registrati 29 concerti oltre Roma, in aumento rispetto ai 24 del 2023 e ai 27 del 2024.
L’impegno dell’Orchestra non si limita all’Europa: le tre recenti tournée hanno toccato più continenti, con una presenza significativa anche in Asia. Nel 2025, le tappe europee hanno attirato oltre 35 mila spettatori, mentre circa 19 mila sono stati gli spettatori delle date asiatiche, con sette concerti che hanno registrato il tutto esaurito. Quest’intensa attività sottolinea il ruolo di ambasciatore della cultura musicale italiana svolto da Santa Cecilia.
Il repertorio della tournée: Brahms e Dvořák tra virtuosismo e dialogo culturale
Il programma scelto per la tournée, presentato inizialmente a Roma, mette al centro due capolavori della tradizione mitteleuropea. Il Concerto per pianoforte n.
2 di Johannes Brahms, composto tra il 1878 e il 1881, si distingue per l’architettura in quattro movimenti e per l’intenso dialogo tra solista e orchestra. È un’opera spesso definita una “cattedrale sonora”, particolarmente esigente dal punto di vista tecnico ed emotivo.
A seguire, la Sinfonia n. 7 di Antonín Dvořák—composta tra il 1884 e il 1885—riflette la profonda ammirazione del musicista boemo nei confronti di Brahms. La Settima Sinfonia rappresenta uno dei vertici del repertorio sinfonico ottocentesco, rafforzando la scelta programmatica della tournée nel dare continuità e rilievo al rapporto tra grandi autori europei. Daniil Trifonov, al pianoforte, offre interpretazioni che si distinguono per profondità e intensità, testimoniando la solidità della collaborazione con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia guidata da Harding.