Il rap deve "tornare a essere un genere con una forte tensione sociale. Oggi molti rapper mi sembrano troppo indirizzati su soldi e vita bella, mentre per me il rap deve essere un genere di 'piano terra', per tutte le persone, per tutta la comunità". A dirlo è Neffa, che a Bologna ha ricevuto la Turrita d'Argento, premio conferito dal Comune a chi si distingue per meriti culturali.

Le parole di Neffa

"Questo riconoscimento è importante e io ne sono onorato - ha detto Neffa, emozionato, bolognese d'adozione dall'età di 8 anni - Mi sono sempre trovato male nei percorsi già tracciati", ha raccontato l’artista, ripercorrendo gli anni della sua formazione tra occupazioni, centri sociali e sperimentazione musicale, dal Bestial Market al Livello 57, fino alle case occupate.

"Da questa scena di Bologna tra gli anni Ottanta e Novanta ho ricevuto il messaggio che l'importante era spaccare - ha ricordato - non aspettare di avere i mezzi ma prenderseli".

"Sono passati 30 anni dall'uscita del suo primo album, Neffa è tornato in città (da San Lazzaro di Savena dove abitava, ndr) e siamo felici di accoglierlo come Bologna e come Paese. Bologna è città della musica e deve riconoscere agli artisti il successo che meritano", ha dichiarato il sindaco Matteo Lepore, motivando l’assegnazione della Turrita d’Argento.

Nato a Scafati nel 1967 e cresciuto a Bologna, Neffa è considerato uno dei pionieri dell’hip hop italiano. "Credo che Neffa abbia dimostrato quanto Bologna, la sua creatività e la sua differenza rispetto ad altre scene musicali, lo abbiano davvero caratterizzato", ha aggiunto Lepore.

"È un riconoscimento alla carriera, ma anche al suo modo di crescere nella città di Bologna come musicista, insieme ad altri, senza concessioni, sempre con uno sguardo critico e con la voglia di costruire per l'arte". Per il sindaco, l’artista "è andato oltre la scena hip hop che ha fondato qui a Bologna" e oggi "può essere considerato un vero maestro della musica".

Dall'underground al cantautorato: il percorso di Neffa

Neffa ha iniziato la sua carriera nei primi anni Novanta coome MC nella scena hip hop italiana, fondando i Sangue Misto, una delle formazioni più influenti del rap italiano. Fin dagli esordi, la sua scrittura ha esplorato realtà urbane, temi esistenziali e racconti di strada, diventando un punto di riferimento per le generazioni successive di artisti. Il passaggio alla carriera solista ha visto Neffa sperimentare con successo generi diversi, dalla black music al cantautorato, ottenendo numerosi riconoscimenti e collaborazioni di prestigio.