Il celebre direttore della fotografia Vittorio Storaro sarà insignito del Premio Speciale Cinecittà David 71. Il prestigioso riconoscimento gli verrà conferito durante la cerimonia dei David di Donatello 2026, in programma mercoledì 6 maggio, in prima serata su Rai 1 dagli studi di Cinecittà. Promosso da Cinecittà in collaborazione con l’Accademia del Cinema Italiano, il premio è dedicato alle personalità che, con la propria opera, hanno contribuito a rafforzare l'immagine del cinema italiano e di Cinecittà a livello internazionale.

Nato a Roma il 24 giugno 1940, Vittorio Storaro è una delle figure più autorevoli nel panorama della fotografia cinematografica mondiale.

La sua formazione si è svolta al Centro Sperimentale di Cinematografia, fucina di numerosi professionisti del settore. Nel corso della sua prolifica carriera, Storaro ha firmato la fotografia di oltre settanta film, collaborando con alcuni dei più influenti registi italiani, tra cui Bernardo Bertolucci, Dario Argento, Giuseppe Patroni Griffi, Giuliano Montaldo e Luca Ronconi. Ha inoltre lasciato un segno indelebile nel cinema internazionale, lavorando con maestri come Francis Ford Coppola, Woody Allen, Carlos Saura, Richard Donner, Alfonso Arau e Paul Schrader.

Una carriera luminosa tra Italia e Hollywood

La notorietà internazionale di Vittorio Storaro è esplosa nel 1979 con Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, opera che gli ha valso il primo dei suoi tre premi Oscar come miglior direttore della fotografia.

I successivi riconoscimenti dall'Academy sono arrivati per il suo lavoro in Reds di Warren Beatty e L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci. La sua lunga e illustre carriera è costellata di molteplici altri premi di assoluto rilievo, tra cui un Grand Prix al Festival di Cannes, un European Film Award (EFA), un BAFTA, un Emmy, un Premio Goya, l’Excellence Award al Festival di Locarno, un David di Donatello e ben otto Nastri d’Argento. Questi traguardi attestano la profondità artistica delle sue collaborazioni e il suo impatto duraturo sulla cultura cinematografica globale.

Durante la presentazione dell’edizione 2026 del premio, Lucia Borgonzoni, sottosegretaria alla Cultura, ha definito Storaro “un Maestro che ha saputo scrivere con la luce, trasformando la tecnica in poesia visiva”.

Antonio Saccone, presidente di Cinecittà, ha sottolineato come la firma di Storaro sia immediatamente riconoscibile nei fotogrammi di capolavori come Novecento, Apocalypse Now e L’ultimo imperatore, emozionando il pubblico per il suo magistrale uso della luce e dei colori. Piera Detassis, presidente dell’Accademia del Cinema Italiano, ha dichiarato che il riconoscimento rappresenta “un grande onore e un modo ideale per celebrare il talento immenso di Storaro”, anche in occasione dei cinquant’anni dal capolavoro Novecento.

Il valore del Premio Speciale Cinecittà David 71

Il Premio Speciale Cinecittà David 71, conferito nell’ambito dell’edizione 2026 dei David di Donatello, rappresenta una delle massime distinzioni per i protagonisti del cinema che hanno saputo promuovere il valore e la qualità della produzione italiana nel mondo.

La collaborazione tra Cinecittà e l’Accademia del Cinema Italiano mira a mettere in luce figure di spicco che, attraverso la loro arte, hanno arricchito la cultura cinematografica e l’identità di Cinecittà stessa, uno degli studi cinematografici più noti a livello internazionale e luogo simbolo della storia del cinema italiano.

I David di Donatello, istituiti nel 1955 e riconosciuti come il premio cinematografico più prestigioso in Italia, sono assegnati annualmente dall’Accademia del Cinema Italiano. L’edizione 2026 della cerimonia non vedrà solo la consegna delle tradizionali statuette per le varie categorie, ma anche la celebrazione di anniversari significativi, come il cinquantennale di Novecento, evento che lega ulteriormente il nome di Storaro al grande cinema d’autore italiano.

L'opera e la straordinaria carriera di Vittorio Storaro, unite al valore simbolico di questo importante riconoscimento e alla visibilità offerta dagli storici studi di Cinecittà, confermano il ruolo centrale della tradizione italiana nell’arte cinematografica internazionale.