Una normale abitazione torinese che, poco alla volta, si trasforma in uno spazio di lavoro condiviso fino ad assumere i contorni di una surreale comune domestica: è questa la premessa di “Smart Working”, nuova commedia minimalista e dai toni volutamente claustrofobici diretta da Svevo Moltrasio, in arrivo nelle sale dal 4 giugno con Vision Distribution.

Al centro della storia c’è Giuliano, interpretato da un inedito Maccio Capatonda in una versione più misurata e seria del solito. Il protagonista è un impiegato che lavora per un’azienda appena passata allo smart working e che inizialmente vive il lavoro da remoto come una conquista: meno stress, più tempo libero e una quotidianità tranquilla accanto alla moglie Laura, interpretata da Sara Lazzaro, aspirante scrittrice e in attesa del loro secondo figlio.

L’equilibrio si incrina quando l’azienda inizia a mettere in discussione il lavoro a distanza a causa del calo di produttività dei dipendenti. A quel punto Giuliano, animato dalle migliori intenzioni, decide di aiutare personalmente i colleghi ospitandoli in casa per farli “lavorare meglio”, dando però il via a una situazione destinata a sfuggirgli rapidamente di mano.

"Interpreto uno che subisce molto - dice Capatonda -. Il personaggio che subisce potrebbe teoricamente essere anche un personaggio comico, perché ci sono tanti comici che fanno ridere proprio nel subire. Però qui lui non reagisce mai davvero, ed è proprio questo che lo svuota anche della possibilità comica della ribellione".

L’attore racconta anche cosa lo faccia ridere oggi: "Mi fanno ridere le contraddizioni umane, le persone che cercano disperatamente di sembrare qualcosa e poi si tradiscono continuamente.

Per esempio Trump mi fa ridere. Non per quello che rappresenta politicamente, ma proprio come personaggio. Ha qualcosa di assurdo, di paradossale, sembra quasi una caricatura scritta male e invece esiste davvero. Però ci sono anche cose su cui non riesco a ridere. La guerra, per esempio, non mi fa ridere. Ci sono situazioni in cui la comicità si blocca completamente".

Anche il regista Svevo Moltrasio, al suo secondo lungometraggio dopo l’esperienza da YouTuber, spiega l’approccio scelto per il film: "Non voglio criticare nessuno, ma solo dire che comunque è un film coerente con quello che ho sempre espresso - dice il regista e YouTuber Moltrasio, al suo secondo lavoro -, nel senso che non sono mai stato molto favorevole al cinema commerciale, né mai stato contro le commedie, anche sul web ho fatto poi tantissima roba.

Quindi ho messo nel film solo quello che piace a me, una buona scrittura, un'attenzione ai personaggi, il tentativo di raccontare qualcosa dell'attualità, il tentativo di non fare qualcosa che sia consolatorio".

"Spero così solo che sia divertente, che ci siano delle intuizioni, che non ti sieda in sala e già dopo cinque minuti hai capito il film. Spero - continua il regista - che sia un film al quale stare appresso, da seguire: magari puoi avere anche delle difficoltà in certi passaggi, ma mi auguro che alla fine rimanga".

Nel cast di “Smart Working”, oltre a Maccio Capatonda, figurano Alessandro Tiberi, Maurizio Nichetti, lo stesso Svevo Moltrasio, Giulia Bolatti, Quentin Darmon, Federico Iarlori, Maria Chiara Augenti, Mario Bois, Noemi Iuvara, Cristina Liparoto e Claudio Pallottini.