Si è spento a Roma il 20 luglio 2026 Francesco Massaro, regista, sceneggiatore e soggettista che ha segnato oltre mezzo secolo di cinema e televisione italiane. Nato a Padova il 23 agosto 1935, Massaro fu figura di spicco per la cinematografia nazionale, capace di raccontare l’Italia sul grande e piccolo schermo, raggiungendo un vasto pubblico. La sua scomparsa segna la perdita di un protagonista che apprese il mestiere sul set accanto ai grandi maestri del cinema.
La carriera di Massaro affondava le radici nella stagione d’oro del cinema italiano.
Trasferitosi a Roma all’inizio degli anni Sessanta, iniziò la sua formazione come assistente volontario alla regia ne Il Gattopardo di Luchino Visconti, esperienza che amava ricordare per i dettagli della scena del ballo con Alain Delon e Claudia Cardinale. Il suo vero apprendistato si consolidò al fianco di Pietro Germi, di cui fu per anni aiuto regista in capolavori della commedia all’italiana come Divorzio all’italiana, Sedotta e abbandonata e Signore e Signori, quest’ultimo ambientato a Treviso. Collaborò poi con registi come Eduardo De Filippo e Dino Risi, anche in Straziami, ma di baci saziami (1968). In questo periodo incontrò Ugo Tognazzi, attore chiave nella sua carriera. Proprio Tognazzi, insieme a Mariangela Melato, fu protagonista del suo esordio alla regia con Il generale dorme in piedi (1972), una commedia antimilitarista dai toni grotteschi.
La versatilità tra cinema e televisione
Negli anni Settanta e Ottanta, Massaro si distinse come regista versatile, muovendosi con disinvoltura tra generi diversi: dalla commedia al medical drama, fino al giallo. Tra i suoi film figurano La banca di Monate (1972), con Walter Chiari e un premiato Paolo Bonacelli, e la popolare commedia Al bar dello sport (1983), con Lino Banfi e Jerry Calà. Nel panorama televisivo, la sua regia fu pionieristica, inaugurando in Italia il genere medical drama con la fortunata serie Pronto soccorso (1990-1992), interpretata da Ferruccio Amendola. Firmò anche le miniserie Provincia segreta e Provincia segreta 2 - I delitti della casa sul fiume. Tra i suoi ultimi lavori figurano le miniserie Benedetti dal Signore e O la va, o la spacca con Ezio Greggio del 2004.
L'importanza della scrittura e le collaborazioni
La cifra stilistica di Francesco Massaro fu profondamente legata alla scrittura e alla costruzione narrativa, ruoli che egli stesso ricoprì spesso come sceneggiatore e soggettista. La sua attenzione alla struttura di storie e personaggi lo portò a collaborare con un pantheon di scrittori del cinema italiano, tra cui Ugo Pirro, Rodolfo Sonego, Suso Cecchi D’Amico, Luciano Vincenzoni e, più recentemente, Ennio De Concini, Enrico Vanzina, Giuseppe D’Agata, Franco Ferrini. Per lui, la regia era intrinsecamente connessa al racconto: "La regia nasceva sempre dal racconto e dalla scrittura, prima ancora di arrivare sul set".
L’attività di Massaro ha visto la partecipazione di interpreti di primo piano.
Ha diretto Michel Serrault e Tomas Milian ne Il lupo e l’agnello, Diego Abatantuono e Leo Gullotta ne I carabbinieri, Jerry Calà e Isabella Ferrari in Domani mi sposo, e Michele Placido, Kate Capshaw e Giuliana De Sio in Ti presento un’amica. Questa varietà di collaborazioni testimonia la sua apertura verso attori di diverse generazioni e stili, consolidando la sua figura nel panorama nazionale.
Chi lo ha conosciuto ne ricorda il carattere netto, talvolta ruvido, ma anche il suo gusto del racconto e del paradosso, l’umanità e la capacità di costruire rapporti autentici. Con la scomparsa di Francesco Massaro, si perde un testimone prezioso di una stagione irripetibile del cinema italiano, in particolare di quel cinema ispirato alla letteratura e alla forza della scrittura, e un artefice di televisione popolare che ha riunito milioni di persone davanti allo schermo.