Nei mesi scorsi l'Italia ha rischiato di fare la fine della Grecia. Quel brutto periodo è passato, ma gli italiani hanno pagato di tasca propria ed ora sono diventati mediamente più poveri. Il peggioramento delle condizioni di vita degli italiani ha generato rabbia, frustrazione e depressione, con la conseguenza che, in vista delle Elezioni Politiche 2013, non mancano coloro che stanno seriamente pensando di non andare a votare.
Pur tuttavia il non recarsi a votare equivale a far decidere gli altri, e quindi trattasi di una decisione sbagliata.
La scelta giusta per il consumatore è quella di andare a votare il 24 e 25 febbraio del 2013 facendolo con coscienza e con la consapevolezza che l'Italia è una nazione che comunque ha grandi risorse e che in passato è stata in grado di risollevarsi anche da situazioni ben peggiori. Basti pensare al dopoguerra ed al grande spirito di solidarietà che ci fu negli anni successivi, e che poi porto al boom economico.
L'elettore, in quanto consumatore e quindi fruitore di beni e servizi, deve essere una figura partecipe e non passiva. D'altronde c'è ancora molto da fare in Italia sotto tanti punti di vista, dalla stessa legge elettorale in vigore ad un piano energetico nazionale degno di questo nome e passando per il rilancio del mercato del lavoro, per il sostegno alle famiglie ed alle imprese. Votare in tal senso è il primo passo per rimboccarsi le maniche.