La banconota da 500 e le monete da 1 e 2 centesimi sono gli estremi della valuta europea che da 12 anni maneggiamo ogni giorno, ma sono accomunate dalla scarsa praticità di utilizzo. Difficilmente al supermercato si paga con 500 euro né tantomeno si perde tempo a contare le monetine per pagare un importo di 67 centesimi piuttosto che di 42, dandone alla cassiera 70 o 50 ed aggiungendo così altri spiccioli nel portamonete.

Nel 2012 il Parlamento Europeo e l'Ecofin hanno formulato una richiesta riguardo la circolazione delle monetine con lo scopo di alleggerire le uscite dei paesi che hanno aderito all'Euro. Mentre a farsi carico dei costi delle banconote è la Banca Centrale Europea, sono i governi nazionali a sostenere i costi di conio e trasporto delle monete, superiori al valore delle monete stesse e del metallo utilizzato per produrle.

Un calcolo di tali spese è possibile farlo in maniera approssimativa poiché il prezzo dei metalli cambia quotidianamente, ma con certezza si può dire che l'inflazione ha aumentato il peso di ogni singolo fattore collegato alla produzione dei centesimi di piccolo taglio. La Commissione Europea nel prendere la decisione ha voluto dare importanza all'opinione della popolazione incaricando Eurobarometro di coinvolgere la gente comune attraverso un sondaggio che ha dato parere positivo riguardo il cambiamento.

Si prospettano quindi quattro possibili alternative: La prima è lo "Status quo", che lascerebbe la situazione invariata mentre adottando l'"Issuance at reduced cost" si utilizzerà un metallo più economico per continuare ad utilizzare i centesimi. La terza possibilità è quella definita "Quick withdrawal" e prevederebbe che tutte le monetine da 0,01 e 0,02 euro vengano tolte dalla circolazione con il conseguente aggiustamento dei prezzi all'unità 0 o 5 nella parte decimale, al pari della quarta alternativa detta "Fading out" ma in questo caso gli 1 e 2 centesimi sarebbero usati per arrivare al totale di 5 o 10 e resterebbero in circolazione solo quelle già coniate senza aggiungerne altre.