Si è fermata la corsa all'indietro dell'economia italiana, il PIL è rimasto invariato nel quarto trimestre del 2014; uno zero in colonna che può essere interpretato come un segnale positivo, come un possibile termine al lungo periodo di recessione che sta accompagnando il nostro Paese. Questo dato però non cancellerà di certo il grave danno patito dall'economia nostrana l'anno scorso a causa della crisi. Da quattordici trimestri consecutivi l'Italia non ha ancora registrato alcuna crescita, mentre il prodotto interno lordo è sceso per il terzo anno consecutivo.

Dalle prime fonti dell'Istat si apprende che nel 2014 il PIL italiano ha registrato un calo di -0,4 percento, -1,9 percento nel 2013 e -2,3 percento messo insieme nel 2012. A crescere in un modo più marcato nello stesso periodo è stata la Germania con un +0,7 percento, un dato questo che ha superato la media europea ed anche l'attesa dei centri-studi; tutto ciò potrebbe prodursi in un aumento di domanda dei prodotti italiani grazie anche alla stretta integrazione tra aziende italiane e tedesche.

E' proprio dall'Europa e dai paesi dell'Euro in particolare che le istituzioni economiche ed internazionali si attendono una spinta per quanto riguarda la ripresa.

Qualche notizia positiva è recentemente arrivata dagli ultimi dati di Bankitalia sul debito della pubblica amministrazione, che si è snellito a dicembre del peso di ben ventisei miliardi rispetto al mese precedente. Esaminando la situazione secondo le affidabili fonti di Bankitalia, il debito pubblico si attesta alla somma (comunque preoccupante) di circa 2134,9 miliardi di euro.

E' da segnalare inoltre la Francia che sta comunque procedendo bene, in quanto nonostante il rallentamento a +0,1 percento durante il quarto trimestre del 2014, ha chiuso l'anno passato con un aumento dello 0,4 percento. Per quanto riguarda la Grecia, l'agenzia Bloomberg ha riferito che il PIL ellenico ha avuto una contrazione nel quarto trimestre del 2014 dello 0,2% in confronto al precedente trimestre.

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