I numeri rilasciati dall’UNTW (United Nations World Tourism Organizations) parlano chiaro: a dispetto di paura ed attentati, nel 2015 i turisti sono aumentati fino a raggiungere il record di 1,18 miliardi totali. I dati sono stati raccolti registrando il numero di viaggiatori che hanno effettuato un soggiorno di almeno 1 notte in un paese diverso da quello di origine, grazie al lavoro di un gruppo di ricerca con sede nell’headquarter dell’UNTW, a Madrid.

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Francia paese più visitato al mondo seguita da Stati Uniti, Spagna e Cina, grande assente l’Italia

Per trovare un anno in cui il turismo ha fatto registrare segno negativo dobbiamo risalire al 2009: un -4% dovuto sia alla Crisi economica che ai timori per le infezioni provenienti da Africa e Medio Oriente. Ma da quel momento in poi, è stata un’ascesa continua: il 2015 è infatti il sesto anno consecutivo in cui il turismo globale è cresciuto sempre di più, a dispetto anche della crisi economica mondiale.

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La Francia è ancora una volta il paese più visitato al mondo, confermando il trend dell’anno precedente. Seguono poi rispettivamente Stati Uniti, Spagna e Cina. Grande assente l’Italia, che grazie al suo patrimonio artistico-culturale ed alle sue bellezze naturali potrebbe senza dubbio aspirare ad un posto sul podio.

Petrolio, mercato valutario e terrorismo: come ha reagito il turismo

Come sempre, anche nel 2015 i volumi del settore sono stati influenzati da molteplici fattori: il crollo dei prezzi del petrolio, ad esempio, ha causato una significativa riduzione del costo dei trasporti, mentre la debolezza dell’euro nei confronti del dollaro ha reso il Vecchio Continente molto più attrattivo per i turisti americani.

Molto delicata la questione terrorismo, invece, che se da un lato non ha danneggiato il turismo a livello globale, ha causato forti danni ai paesi vittime di attacchi nel 2015: Egitto, Libano, Mali, Turchia e molte altre nazioni hanno sofferto in maniera particolare.

Grande calo per Nord Africa e Regione Sub-Sahariana

Emblematico il caso della Tunisia, che ha visto i propri visitatori calare dai 7,2 milioni del 2014 ai 5,2 milioni del 2015 a causa di attacchi come quello al Museo Bardo o quello al Resort di Sousse, che ha provocato 59 vittime. Ma in generale è tutta la regione Nordafricana ad accusare il colpo: i turisti sono diminuiti di un consistente 8% rispetto al 2014.

E non va meglio per l’area Sub-Sahariana, che ha visto un calo dell’1% dovuto in particolare alla paura di un nuovo focolaio di Ebola.                      

Cina top spender nei viaggi, crisi per Brasile e Russia

Incredibile il dato della Cina, che per l’undicesimo anno di seguito si conferma il Paese che spende di più al mondo per il turismo: dato che favorisce molto le destinazioni asiatiche più in voga, come Thailandia e Giappone. Al contrario, forte contrazione per Brasile e Russia che hanno visto le loro spese per il turismo calare in maniera drastica a causa delle crisi economiche che hanno colpito i due paesi.

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Non da sottovalutare, inoltre, il forte deprezzamento del valore di real e rublo nei confronti delle altre valute internazionali, che ha diminuito in maniera considerevole il potere di acquisto dei turisti brasiliani e russi.  

Previsioni per il 2016: trend ancora positivo, occasione per l’Italia?

L’anno scorso l’UNTW aveva previsto un incremento del 4% delle prenotazioni mondiali nel 2015, ed ha quindi centrato in pieno il suo pronostico. Godono pertanto di assoluta attendibilità le previsioni per il 2016 appena rilasciate dall’Organizzazione, secondo cui l’anno prossimo il turismo crescerà di un altro 4%.

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Senza contare il numero di persone che effettuerà un soggiorno di almeno una notte al di fuori del proprio Stato, che stando ai dati dell’UNTW supererà il Miliardo e 400 milioni entro il 2020. Un’ottima occasione per l’Italia,che dovrà lavorare duramente su offerta turistica ed infrastrutture in modo da non perdere un treno che potrebbe rappresentare un indotto economico importante.

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