L'Europa punta alla leadership mondiale nell'economia digitale con la stesura del dsm (digital single market), tassello fondamentale per la creazione del Mercato Unico digitale che intende essere punto di riferimento futuro per aziende e cittadini comunitari.Tra le iniziative promosse ha avuto un certo successo mediatico la proposta della riduzione Iva per le startup.La misura, destinata alle giovani imprese europee, intende semplificare i pagamenti dell'iva (imposta sul valore aggiunto) per le operazioni transfrontaliere di e-commerce che si svolgono all'interno del mercato europeo. Così facendo, si possono creare le condizioni per aumentare l'offerta di reti digitali e servizi con benefici tangibili per i consumatori europei e massimizzare il potenziale di crescita di tante imprese neo costituite.

L'iniziativa avrà un forte impatto economico perchè a oggi gli Stati membri dell'Unione Europea non hanno un trattamento fiscale condiviso e ogni Paese ha un regime diverso di Iva che sicuramente fino a oggi non ha favorito la compravendita di beni e servizi.La Commissione Europea sta pertanto portando avanti un progetto di soglia minima di iva comune tra gli Stati membri.Il progetto prevede alcuni interventi che mirano a ridurre gli oneri sostenuti dalle imprese per commerciare all'interno del mercato comune europeo. Si intende estendere il meccanismo di registrazione elettronica e pagamento alle vendite online di beni materiali, introdurre la soglia minima di imposta comune soprattutto per sostenere le piccole startup, prevedere  la costituzione  di un audit unico delle imprese transfrontaliere ai fini iva e infine arrivare alla soppressione dell'esenzione dell'iva per l'importazione di piccole spedizioni provenienti da fornitori di paesi terzi.Le misure studiate dalla Commissione Europea si aggiungono a quelle messe in opera dall'Italia per effetto della Legge di Stabilità  2016 che prevede per le nuove attività una riduzione dell'aliquota dell'imposta sostitutiva dal 15% al 5% per i primi cinque anni di attività.

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La misura si va ad aggiungere a quanto era stato deciso dalla legge di Stabilità del 2015 che aveva deciso, per i soggetti che iniziavano un nuovo business, la riduzione del reddito imponibile di un terzo su cui applicare l'imposta del 15 per cento per i primi tre anni di attività.