Il Documento di Economia e Finanza (DEF) è il documento con cui il governo esplica le note economiche riguardanti l'anno in corso e quello successivo. Cosa si paventa per gli italiani nel biennio 2016-2017? Le prospettive non sono delle più rosee: verranno ridotti i finanziamenti destinati ai servizi, il debito pubblico subirà un aumento e anche l'IVA potrebbe crescere. In un paese già in crisi come il nostro, queste spese aggiuntive non sono incoraggianti. Il debito pubblico sarà soggetto, dunque, a un incremento: questo significa che le entrate nel settore pubblico saranno minori delle uscite.
I tagli previsti dal DEF 2016/2017
I continui tagli portano anche ad un aumento della disoccupazione, poiché più tasse portano a maggiori spese che si riflettono su un numero sempre crescente di imposte. Se il governo investisse maggiormente invece di tagliare, la domanda salirebbe e le condizioni economiche generali tenderebbero a migliorare. Un continuo decremento del Pil è il risultato di un'austerità che grava sempre di più sulle famiglie italiane e che ha portato il Prodotto Interno Lordoa diminuire dell'1.2% in 4 anni (il dato è aggiornato secondo quanto disposto dal DEF del 2017).
Èpossibile constatare un declino sempre maggiore, dovuto ai pochi finanziamenti destinati al settore pubblico: questa situazione comporta una mancanza di investimenti privati e, di conseguenza, minori opportunità lavorative e un tasso di disoccupazione destinato a lievitare ulteriormente verso l'alto.
Tutto ciò si traduce nell'annientamento della base sulla quale si posa il mercato: la domandain rispostaall'offerta. A cavallo tra il 2005 ed il 2015 sono stati dati al settore pubblico 100 miliardi in meno, e ciò ha portato ad una scarsa manutenzione di infrastrutture, strade, e ad una scarsa affiliazione all'energia rinnovabile.
Il DEF, quindi, secondo quanto denunciato dal Movimento 5 Stelle, prevede nuovi tagli al settore pubblico che porteranno una minore offerta di servizi e, probabilmente, numerosi licenziamenti. Non da meno, diminuirà anche il Pil: con una platea sempre più ampia di disoccupati, il potere d'acquisto delle famiglie italiane calerà sensibilmente.
Il DEF anticipa anche un aumento dell'IVA: già 5 anni fa subentrò il primo aumento, seguito dal secondo nel 2013 che ha portato l'IVA a passare dal 20% al 22%. Una situazione così problematica potrà davvero giovare all'Italia? Quali soluzioni ha in serbo Renzi?