Dopo il mancato superamento degli stress test nei giorni scorsi, il Monte dei Paschi di Sienaviene definito dall' Unione Europea, la peggiore banca d'Europa. Dal 2014, l'Istituto Senese, avrebbe bruciato una somma di capitali, equivalente a ben otto miliardi di euro, ed al quale ora i mercati attribuiscono solo un valore pari a 900 milioni di euro. L'unico fattore positivo, è che il 29 luglio della scorsa settimana, l'istituto di Credito, ha presentato alla Banca Centrale Europea un piano di salvataggio da questa accettato.

La banca senese dovrà, nei prossimi mesi, impegnarsi a mettere insieme ben cinque miliardi di euro, tentando la vendita di quelle sofferenze, che hanno portato l'Istituto sulla strada di un possibile commissariamento. La preoccupazione di governo e risparmiatori, resta comunque alta: è indubbiamente lecito che entrambe le parti, si domandino se il piano deciso dalla banca sarà sufficiente per il suo salvataggio, senza che essa debba ricorrere ai risparmi dei cittadini, come purtroppo accaduto, per le banche, Etruria, Carife, Marche e Carichieti.

Nel novembre 2015 fu applicato per il loro salvataggio di tali istituti, tramite decreto governativo, "un bail-in anticipato".

Raccogliere così tanti soldi, per una banca tutt'ora in difficoltà, resta un'operazione alquanto intraprendente e gli esperti di economia sono propensi a pensare, che con una buona percentuale di possibilità, nel prossimo autunno, il governo sarà costretto ad intervenire in merito alla situazione dell'Istituto Senese.

Se l'Istituto riuscirà a trovare gli acquirenti delle sue sofferenze, questo lo sapremo solo nei prossimi mesi. Intanto la notizia dell'approvazione del piano di risanamento da parte della Banca Centrale Europea, ha fatto risollevare il titolo senese sui mercati nazionali ed internazionali, dello 0,58%.

A dare risorse per il risollevamento della banca senese, contribuirà ampiamente, Atlante 2, il secondo fondo costituito appositamente per andare incontro alla situazione di MPS, al quale partecipano diversi istituti italiani, e i cui investitori si sarebbero impegnati ad acquistare le sofferenze delle banche italiane, ad un prezzo che si aggira intorno al 32% rispetto al valore iniziale.

L'acquisto dei Non Performing Loans, ossia dei cosiddetti crediti deteriorati, a tale prezzo, sarà indubbiamente decisivo per il futuro dell'Istituto Senese, considerando che, agli investitori che acquisteranno sofferenze per tale cifra, dovrebbe essere più o meno garantito un tasso d'interesse intorno al 6%.

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