Sulla terra esiste un'immensa discrepanza tra i super-ricchi e il resto del mondo. I più ricchi al mondo, l'1%, detengono più Ricchezza del resto del mondo messo insieme e cioè l'altro 99%. La ricchezza è controllata da pochi, mentre milioni di persone vivono nella povertà, nella paura e nella speranza che qualcosa possa cambiare. Questa disuguaglianza mina la democrazia e crea delle fratture insanabili all'interno delle comunità.

Una disuguaglianza allarmante

La ricchezza mondiale in mano all'1% - Negli ultimi anni, questa disuguaglianza ha raggiunto livelli davvero preoccupanti.

Infatti, otto uomini al mondo detengono la stessa ricchezza di altri 3,6 miliardi di persone, che costituiscono a loro volta, la metà più povera della terra. Alcuni di loro hanno guadagnato questa fortuna con il duro lavoro, il talento, ma la maggior parte dei ultra ricchi o l'hanno ereditata dai loro parenti oppure hanno accumulato questa ricchezza attraverso attività corrotte e clientelari. E potenza e privilegio, vengono utilizzati per piegare il sistema economico e aumentare il divario tra i ricchi e il resto del mondo.

Inoltre, "il sistema" ha creato una rete globale di paradisi fiscali che consente ai più ricchi di nascondere la loro ricchezza, in modo tale da produrre un'evasione fiscale di oltre 100 miliardi di dollari ogni anno.

Soldi che basterebbero a fornire un'istruzione a 120 milioni di bambini e a prevenirne la morte di altrettanti 6 milioni, grazie alle cure sanitarie.

Questi super-ricchi, attraverso l'evasione fiscale, evitano di pagare la loro giusta quota di tasse e imposte, abbassano gli stipendi ai loro dipendenti, creano e usano collegamenti con le forze politiche, tali da assicurarsi che, una volta al Governo, lavorino poi per loro.

E' necessaria una nuova economia

La ricchezza mondiale in mano all'1% - E' necessario, quindi, creare un nuovo senso comune che cerchi di elaborare un'economia non per soli pochi privilegiati, ma a vantaggio di tutti. Una nuova economia per una società migliore e più giusta. In cui tutti i bambini abbiano un'istruzione, le donne gli stessi diritti degli uomini e soprattutto che tutti abbiano la stessa opportunità di avere un impiego e di ricevere un salario decente, che ridia dignità all'essere umano.

Cito la regola morale di Adriano Olivetti: "Nessun dirigente, nemmeno il più alto in grado deve guadagnare più di dieci volte l'ammontare del salario minimo". Al giorno d'oggi, se venisse applicata questa regola, forse si eliminerebbero gran parte delle disuguaglianze esistenti e vivremmo in una società più giusta e forse anche più onesta. Ma questa, forse, resterà solo un'utopia!