Solo poche ore per conoscere le sorti della compagnia di bandiera Alitalia. L'affluenza alle urne per la consultazione ha già superato il 90% dei 12500 dipendenti e i risultati dovrebbero essere noti entro sera.

Secondo le stime avrebbero già espresso il loro parere circa 10000 tra piloti e assistenti di volo, tutto il personale navigante insomma e impiegati di terra. Un po di nervosismo si legge nei volti di chi lavora nella compagnia aerea e si accinge al voto, giudicando il management incapace di gestire l'azienda.

Il successo del si darebbe inizio per la forza lavoro a un periodo di lacrime e sangue, in particolare tagli e riduzioni orarie contrattuali, sbloccando tuttavia finanziamenti dalle banche di circa due miliardi di euro.

Senza il "si" Alitalia non potrebbe sopravvivere

"Senza il si - sostiene il vicesegretario della Cisl Furlan- la compagnia non potrebbe sopravvivere. Per Barbagallo della Uil ora bisogna salvaguardare il lavoro, per non sprecare i sacrifici fatti da molti.

Nel caso in cui fosse il "si" a vincere il CDA della compagnia si riunirebbe già mercoledì, per dare il via alla ricapitalizzazione e portare avanti il piano quinquennale che punta al risanamento dei conti nei prossimi tre anni.

Tuttavia sarebbe alto il prezzo da pagare per i dipendenti, i tagli agli stipendi sfiorerebbero il 20% e i permessi scenderebbero a 102, I contratti infine per le nuove assunzioni saranno equiparati a quelli di una low-cost.

Il successo del "no" invece spingerebbe i vertici del gruppo ad incontrarsi già domani 25 Aprile per valutare l'eventuale uscita degli azionisti e le procedure di amministrazione straordinaria che porterebbero alla successiva liquidazione nei prossimi sei mesi.

Stop del governo alla nazionalizzazione

Unica certezza al momento è lo stop del governo alla nazionalizzazione, come detto dal Ministro dei Trasporti Delrio che ha sottolineato che non esiste alcuna alternativa all' intesa sindacale per salvare tanti posti di lavoro e cercare di rilanciare sul mercato la linea aerea.

Linea aerea che sarebbe costata alle casse dello Stato dal primo fallimento del 2008 oltre 6 miliardi di euro.

In disaccordo le sigle sindacali Usb ed Anp

Francesco Staccioli dell'Usb e l'Anp sono apertamente contrari alla firma dell'accordo sindacale in quanto - sostengono - una compagnia come Alitalia che trasporta ventiquattro milioni di viaggiatori con centoventi aeromobili non potrebbe essere mai liquidata.

Resta da capire che cosa succederà alla compagnia dopo il referendum, sul tavolo delle trattative anche una proposta di acquisizione da parte del gruppo tedesco Lufthansa.

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