Nella giornata di lunedì 18 dicembre 2017, la sentenza emessa dalla giudice Caterina Santinello ha dichiarato il fallimento della borsalino. L'azienda, fondata ad Alessandria nel 1857, ha chiuso definitivamente i battenti, dopo una carriera ultracentenaria che ha visto il suo marchio diventare famoso in tutto il mondo.
Lo stile del cappellificio, infatti, era divenuto famoso persino sul grande schermo: Al Pacino, Johnny Depp e Alain Delon sono solo alcuni dei Vip che hanno indossato i noti cappelli a marchio italiano nei loro film e sui red carpet.
Con la dichiarazione del fallimento, il futuro della Borsalino è segnato, ma quanto comunicato da Philippe Camperio lascia ben sperare.
La Borsalino è fallita per ragioni finanziarie
Quella che ha attraversato la Borsalino negli ultimi anni è stata una lunga parabola discendente, che pian piano l'ha portata alla definitiva chiusura. Il fallimento, dichiarato mediante una sentenza da parte del Tribunale di Alessandria, non è stato infatti determinato da un momento di crisi di mercato, bensì da una situazione finanziaria che non ha concesso il soddisfacimento dei crediti da parte dei terzi. Per questo motivo è stata respinta per ben due volte la richiesta di concordato preventivo, procedendo direttamente con il fallimento.
All'origine del declino del noto marchio italiano ci sarebbe l'imprenditore di Asti Marco Marenco, il quale ha accumulato debiti per un ammontare di circa 3 miliardi di euro. Questa vicenda sta destando un bel po' di preoccupazione, non solo per la fine di un'era dello stile italiano, ma anche e soprattutto per la posizione di 134 lavoratori, il cui futuro attualmente è incerto: la chiusura, infatti, non permetterà loro di continuare ad avere un'occupazione, situazione che ha allarmato i sindacati.
Cosa accadrà dopo il fallimento della Borsalino?
In seguito alla sentenza pronunciata dal Tribunale di Alessandria, sono stati nominati come curatori della società Borsalino Stefano Ambrosini e Paola Barisone, che presto avranno un faccia a faccia con le rappresentanze sindacali: l'obiettivo è quello di far permanere validi i contratti di lavoro, così da garantire un'occupazione ai 134 dipendenti.
D'altro canto, Philippe Camperio, in questo momento affittuario di un ramo d'azienda, ha dichiarato di essere intenzionato a proseguire l'attività produttiva. Inoltre l'imprenditore ha acquisito anche il marchio della storica società, lasciando sperare che la Borsalino possa finalmente tornare sul mercato con i propri cappelli. "Speriamo dunque di poter continuare a costruire un futuro per Borsalino", ha detto in un'intervista, sottolineando come in questi due anni abbia comunque lavorato con dedizione e impegno, cercando di preservare il know-how aziendale e il prestigio del brand.