A differenza dei big che guardano alla dismissione di grossi pacchetti o di piattaforme di gestione, come annunciato da Intesa Sanpaolo, BNP paribas, che in Italia controlla il gruppo BNL ha annunciato di voler perseguire la strategia opposta concentrandosi sulla gestione interna dei NPL e limitando l'outsourcing.

Questo tipo di approccio risulta in linea con le indicazioni fornite dalla BCE in materia di linee guida per la gestione dei crediti problematici. L'iniziativa include anche una riorganizzazione aziendale che vedrà l'unione della divisione workout con la direzione crediti speciali.

Le risorse coinvolte nel progetto

Come riportato da Milanofinanza, l'istituto sta trattando con diverse sigle sindacali al fine di definire una linea condivisa nella gestione delle risorse umane coinvolte nella riorganizzazione.

Nell'arco 2017-20 l'istituto dovrebbe assumere 13 persone dall'esterno, mentre l'incremento finale dei lavoratori dedicati alla gestione dei NPL dovrebbe crescere di 50 unità.

In 14 casi si tratterà di conversione a tempo indeterminato di contratti a termine, mentre per i restanti 36 si tratterà di trasferimento di esperti di settore. Il valore lordo dei crediti problematici si aggira intorno ai 10 miliardi e di questi una quota limitata al 30% dovrebbe rimanere in outsourcing.

Il modello organizzativo

Sotto il profilo della struttura organizzativa è prevista la fusione della divisione di Credit Management (workout) attualmente collocata nella società di servizi Business Partner Italia, con la divisione Crediti Speciali. Questa impostazione è in linea con quanto predisposto dalle linee guida sulla gestione dei NPL emanate dalla BCE, di cui è stato pubblicato di recente anche un addendum per specificare i valori quantitativi di alcuni meccanismi prudenziali.

In accordo con questi principi, la controllata romana dell'istituto francese ha effettuato una approfondita analisi per formulare previsioni di recupero aggiornate su tutto il perimetro NPL cosiddetto "Legacy". Dal momento che il risultato dell'analisi ha evidenziato la sussistenza di rilevanti flussi attesi, la direzione ha deciso di potenziare la struttura interna al fine di estrarre il massimo valore possibile dalla gestione e di limitare la quota di profitto lasciata ai gestori esterni e agli eventuali acquirenti di portafogli ceduti.