La Brexit presenterà molto presto agli inglesi un conto molto salato. Il sito internet BuzzFeed ha diffuso un documento che sarebbe stato classificato come "top secret". Le previsioni e i calcoli contenuti in quelle pagine erano destinati esclusivamente alla ristretta cerchia governativa. Invece, la fuga di notizie ha contribuito ad alimentare la curiosità degli analisti, che adesso si interrogano sulla reale portata della rivelazione e soprattutto sulla veridicità degli scenari prospettati. Nel rapporto si parlerebbe di un peggioramento complessivo dell'economia britannica, a seguito della decisione di uscire dall'Europa, maturata con la consultazione referendaria durante la quale la maggioranza dei cittadini si è espressa per il "leave".

Brexit e Pil

Lo scenario anticipato dalla relazione "top secret", commissionata proprio dal Governo inglese parlerebbe di una forte diminuzione del Prodotto Interno Lordo, la misura che viene presa molto spesso in Politica come punto di riferimento per capire l'andamento generale dell'economia di un paese. Il calo si attesterebbe su una cifra compresa tra il 2% e l'8%.

Ovviamente si tratta di numeri da considerare sul medio e lungo termine. L'8%, per esempio, si raggiungerebbe su una distanza temporale di 15 anni e soltanto nel caso in cui GB e Unione Europea non raggiungessero alcun tipo di accordo. La flessione sarebbe leggermente più lieve fermandosi al 5% con una condivisione d'intenti sulla materia del libero scambio e solo del 2% nell'ipotesi migliore.

L'Irlanda del Nord nel mirino

In base a questa rivelazione l'economia britannica retrocederebbe a livello complessivo, con nessun settore al riparo dai contraccolpi generali. Tuttavia, il peggioramento potrebbe avrebbe una chiara connotazione geografica, andando a colpire maggiormente il Nord. A farne le spese sarebbe, appunto l'Irlanda del Nord e tutta la parte settentrionale dell'Inghilterra.

In queste regioni sono presenti e attive le industrie considerate più esposte al fenomeno. In particolare, le problematiche più importanti potrebbero riguardare il settore automobilistico, alimentare e chimico.

La reazione della politica italiana

Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole e Vicesegretario del Partito Democratico è immediatamente intervenuto sull'argomento, commentando la notizia tramite il proprio profilo Facebook. Uscire dall'Europa, secondo Martina, non vorrebbe dire arricchirsi come promettono gli euroscettici nostrani, ma indebolirsi, rischiando peraltro un pericoloso arretramento.