Il primo gennaio 2018 sarà ricordato da molti per essere stato il primo giorno dei sacchetti della spesa per frutta e verdura a pagamento. Dando il benvenuto ai nuovi 365 giorni, si è dato inizio al cambio di rotta che prevede l'eliminazione definitiva di tutti i sacchetti usati fino ad ora per pesce, frutta, verdura e carne, con la tipologia di buste biodegradabili ma a pagamento. Una modifica dunque alle abitudini di milioni di famiglie che fino ad oggi erano abituati ad utilizzare buste di plastica per poter conservare determinati prodotti, le stesse che adesso si pongono protagoniste indirette ed incolpevoli di una nuova e odiata tassa.
Ennesimo rincaro: ecco il costo dei sacchetti della spesa
La novità sui sacchetti biodegradabili è chiaramente collegata al tentativo di salvaguardare l'ambiente, ma questo a 'danno' di chi consuma e vive in Italia. Nel Belpaese infatti i sacchetti della frutta e verdura per legge devono essere - come detto dal 1 gennaio 2018 - biodegradabili ed a pagamento. Una vera e propria stangata per le famiglie, ma anche per i commercianti che non potranno astenersi dal provvedimento preso per dal Governo.
Si prevedono multe salatissime per chi viene colto sprovvisto degli adeguati sacchetti biodegradabili, gravosi su consumatori per pochi centesimi per busta, dai 2 ai 4. Tassando uno dei beni che quotidianamente vengono più sprecati nei supermercati si spera di invogliare il consumatore a prestare più attenzione nel rispettare l'ambiente.
La novità che non piace
I sacchetti della spesa all'interno dei supermercati devono soddisfare una serie di parametri a livello internazionale, che riguardano per esempio lo spessore o la composizione e le percentuali di materiale rinnovabile del quale sono composti, quest'ultima deve essere infatti pari ad una percentuale del 40.
Quella che è stata chiamata una 'tassa occulta' graverà annualmente sulle famiglie fra i 4,17 e i 12,51 euro, dando come valore medio di un sacchetto biodegradabile quello compreso fra gli 1 ed i 3 centesimi, ripetuti poi per il contenitore di ciascun tipo di alimento acquistato, posto dentro diverse e separate buste. Si perché, per risparmiare, non si possono mettere diverse tipologie di alimenti, seppur si tratti sempre di frutta, all'interno degli stessi sacchetti.
Se si considera proprio quest'ultimo aspetto, il costo a famiglia varierà e si innalzerà sino ai 50 euro annuali per la novità introdotta, dato che si farà sentire maggiormente nelle famiglie numerose, pronte insieme al resto dei consumatori ad insorgere sui social e sul web, dove l'argomento buste a pagamento ha tenuto banco per diverse settimane, trattandosi chiaramente dell'ennesima stangata per le famiglie.