In un report pubblicato nella serata di martedì scorso, dal titolo "Italian banks will continue to heal in 2018" l'agenzia di rating Standard & Poor's ha evidenziato come le banche italiane dimostrino uno "stato di salute migliore" rispetto agli ultimi anni e prospettive moderatamente positive per il 2018.

Sul versante delle criticità permane elevato lo stock di NPL, che costituisca ancora l'ostacolo più rilevante sul percorso verso livelli soddisfacenti di profittabilità.

I sacrifici delle banche e il rafforzamento del sistema

Secondo gli analisti di S&P, le banche hanno rinforzato la propria struttura patrimoniale, incrementato i livelli delle riserve a fronte di potenziali perdite su crediti, ridotto lo stock di NPL e tagliato i costi. Questi sforzi in tema di consolidamento di bilancio, uniti a un più generale miglioramento del merito di credito del settore privato, dovrebbero costituire le basi per una moderata crescita dei profitti.

Le consistenze dei NPL, a livello di sistema, rimangono tuttavia ancora elevate. Alla fine del 2017 lo stock complessivo dovrebbe attestarsi a 275 miliardi, dai 349 di fine 2016, secondo i dati dell'ultimo DEF presentato dal ministero dell'economia.

Una zavorra ancora da smaltire

Come riportato nel paper del Luglio 2017 "Resolving NPLs in Europe" pubblicato dal European Systemic Risk Board (ESRB), mantenere i crediti deteriorati in bilancio per lungo tempo, anche adottando livelli adeguati di accantonamento, costituisce un elemento negativo per l'economia reale, poichè il permanere nel tempo su livelli elevati dello stock di NPL, potrebbe costituire un sintomo di problemi di solvibilità generale diffusi nel sistema economico e che questo possa avere conseguenze negative sulla crescita dell'economia.

L'italia ha dovuto affrontare 2 recessioni a seguito della crisi globale del 2008 e di quella riguardando i debiti sovrani nel 2010 e questo ha influito sui default e inadempienze cresciuti dal 4,5% al 12,5% rispetto al totale dei crediti, secondo i dati forniti dalla Banca d'Italia. Tra gli interventi del governo che hanno contribuito a mantenere la stabilità, gli analisti di S&P ricordano l'aumento straordinario di 20 miliardi del debito pubblico per finanziare il salvataggio del Monte dei Paschi di Siena e di altre banche in difficoltà.

Con un occhio alle imminenti elezioni, l'agenzia di rating ha sottolineato che sarebbe molto rischioso se il governo nominato dovesse in qualche modo fare marcia indietro sul percorso di riforme e consolidamento dei conti pubblici in atto.

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