Se è vero che le criptovalute sono state recentemente al centro del dibattito pubblico, non poteva mancare una presa di posizione al riguardo da parte dell'Agenzia delle Entrate. Rispondendo ad un interpello sulla questione, la Direzione generale della Regione Lombardia ha evidenziato che secondo la corretta interpretazione della legge le valute virtuali sono riconosciute come un metodo di pagamento alternativo a quelli tradizionali, rappresentando (seppure a livello digitale) un valore, potendo essere archiviate, trasferite o negoziate virtualmente.

I chiarimenti e le precisazioni dell'AdE

Stante la situazione appena descritta, resta l'obbligo per i possessori di criptovalute di inserire le valute virtuali al'interno del quadro RW della propria dichiarazione dei redditi. Una presa di posizione che diviene evidentemente ancora più importante se si prendono in considerazione gli obblighi dichiarativi in scadenza nelle prossime settimane. A questi adempimenti non segue però la necessità di pagare l'IVAFE, ovvero l'imposta sul valore dei prodotti finanziari, visto che tale onere è da applicarsi solo a conti correnti e depositi inerenti il comparto bancario.

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