Esami d'autunno anche per le banche europee, sottoposte agli stress test condotti da BCE con EBA. Si tratta di simulazioni sugli impatti che si potrebbero avere sui bilanci degli istituti di credito al verificarsi di due possibili scenari, uno avverso e uno normale, nel triennio 2018-2020.

I primi feedback raccolti dagli operatori risultano moderatamente positivi, principalmente perché la verifica sarà effettuata sui bilanci 2017, periodo più positivo rispetto a quello esaminato negli esercizi precedenti, ma anche perché i criteri utilizzati dovrebbero essere meno stringenti di quelli applicati nei test del 2016.

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Per quanto riguarda le banche italiane, i principali argomenti di discussione con gli ispettori hanno riguardato le metodologie di misurazione del rischio di credito, profilo per il quale i modelli EBA (European Banking Authority) risulterebbero particolarmente penalizzanti per i nostri istituti. Sotto il versante istituzionale, si segnala la proroga di altri sei mesi per le GACS, garanzie sugli attivi cartolarizzati.

Cosa sono gli Stress Test

La verifica riguarda 37 istituti di credito che totalizzano il 70% delle attività bancarie dell'area euro.

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A questi vanno aggiunti anche altri intermediari ritenuti significativi. Per l'italia rientrano in questo insieme Mediobanca, Carige, Iccrea, Bper. In particolare, tra gli istituti italiani verrà escluso dell'esame il Monte di Paschi di Siena, istituto assoggettato ad un programma di ristrutturazione.

Gli stress test prevedono la verifica di come due possibili scenari, uno avverso e uno normale, possono influenzare alcuni indicatori rilevanti in merito ai profili di redditività, disponibilità di capitale e liquidità delle banche oggetto di esame.

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Inoltre, vengono analizzati i possibili effetti di un sensibile rialzo nei costi di raccolta, con particolare riferimento al margine di interesse. Si tratta di un profilo particolarmente critico per gli istituti italiani che avrebbero maggiori difficoltà a trasferire gli oneri di finanziamento aggiuntivi sul versante degli impieghi.

Le prospettive per gli istituti italiani

Ad oggi dai primi commenti raccolti presso gli operatori del settore, traspare un cauto ottimismo in merito ai possibili esiti degli stress test.

Elementi positivi sarebbero costituiti dal periodo di riferimento (fine 2017) e dalla minore rigidità dei criteri di riferimento utilizzati dagli ispettori. Risulterebbero invece delle criticità sotto il profilo commerciale, nel quale gli istituti italiani sarebbero più deboli e per quanto riguarda le metodologie di misurazione del rischio di credito.

Sul futuro del sistema bancario italiano, rimangono rilevanti incertezze in merito all'evoluzione della politica di bilancio del nuovo governo, che dovrà destreggiarsi tra la necessità di rispettare i parametri di riferimento in termini di saldi pubblici e le pressanti richieste dei partiti di maggioranza riguardo ai provvedimenti contenuti nel contratto di governo.

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