L'Organizzazione internazionale per il lavoro ha pubblicato nelle scorse ore un rapporto relativo all'impatto che la pandemia da nuovo Coronavirus avrà sui lavoratori di tutto il mondo. Sono cifre che fanno davvero riflettere quelle pubblicate dall'ente: a quanto pare infatti nel secondo trimestre del 2020 il Covid-19 causerà un calo del 6,7% delle ore lavorative totali, cancellando di fatto l'equivalente di 195 milioni di posti di lavoro a tempo pieno. La Ilo, che ha sede a Ginevra, afferma chiaramente che "il peggioramento della crisi avrà effetti devastanti su tutto il mondo del lavoro". In tutto il pianeta questa condizione riguarderà 4 lavoratori su 5, pari all'81% del totale.

Tra i settori più colpiti il turismo

L'epidemia da Covid-19 ha causato la chiusura di numerose attività commerciali, le quali sono tutt'ora ferme in vari paesi. L'organizzazione in questione stima che i settori più colpiti dalla crisi economica saranno prima di tutto il turismo, poi il manifatturiero e infine il commercio al dettaglio. Si stima che a fine 2020 i dati sulla disoccupazione a livello mondiale che verranno rilevati siano superiori di molto rispetto alle proiezioni iniziali, che prevedevano un incremento di 25 milioni di disoccupati.

"I lavoratori e le imprese si trovano di fronte a una catastrofe, sia nei Paesi a economia avanzata che in quelli in via di sviluppo" - dice Guy Ryder, direttore generale della stessa Oil.

Secondo lui se si agisce in maniera tempestiva si potrebbe evitare il collasso, altrimenti il rischio di lottare per la sopravvivenza è elevato. Un altro problema sollevato da Ryder è quello che molti lavoratori svolgono mansioni poco retribuite e l'improvvisa perdita anche di un reddito minimo per costoro potrebbe rivelarsi devastante.

Crisi lascerà delle cicatrici

Il rapporto sostiene Oil che la crisi economica provocata dal coronavirus lascerà delle cicatrici a lungo termine. Già lo stesso Henry Kissinger, ex segretario di stato negli Usa, in un articolo apparso negli scorsi giorni sul Wall Street Journal metteva in guardia le nazioni di tutto il mondo sui rischi economici che l'epidemia partita dalla Cina rischia di provocare a livello globale.

Kissinger rifletteva sulla possibilità di adottare un vero e proprio "Piano Marshall" per salvare l'economia mondiale.

Anche Ryder si augura che vengano trovare delle soluzioni a livello globale per gestire l'emergenza, altrimenti se un Paese fallisce trascinerebbe con sé l'economia internazionale. Nella sola città di New York, oltre 500.000 lavoratori hanno perso o stanno per perdere il loro posto di lavoro a causa della chiusura delle attività commerciali. Il sindaco della "Grande Mela", Bill de Blasio, ha dichiarato che l'impatto di questa crisi può essere paragonato a quello della Grande Depressione.

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