Per la serie BlastingTalks, intervistiamo il Ceo di Everli Federico Sargenti. Everli offre un servizio che permette di fare la spesa online nei supermercati preferiti degli utenti e di riceverla a casa anche in giornata.

Blasting Talks è una serie di interviste esclusive con business e opinion leader nazionali e internazionali per capire come la pandemia di Coronavirus abbia accelerato il processo di digitalizzazione e come le aziende stiano rispondendo a questi cambiamenti epocali. Leggi le altre interviste della serie sul canale BlastingTalks Italia.

La vostra società si basa sul modello del delivery, può spiegare esattamente in che modo funziona il servizio che offrite?

Il modello di Everli è un esempio unico nel mercato della spesa online: siamo un marketplace che consente ai clienti di scegliere il proprio supermercato preferito tra molte insegne, di fare la spesa scegliendo tra un’ampia varietà di prodotti allo stesso prezzo del punto vendita e di riceverla alla porta di casa grazie a uno Shopper che si occupa di andare al supermercato scelto, fare la spesa con cura e consegnarla all’orario indicato in fase di ordine. In questo modo, il cliente ha a disposizione non solo l’innovazione tecnologica della piattaforma, ma anche la qualità di una persona dedicata alla spesa (che, per esempio, sceglie anche i prodotti freschi e ha la possibilità d'interagire col cliente per proporre eventuali sostituzioni).

La collaborazione con tutte le principali insegne della grande distribuzione ci permette di avere una buona capillarità sul territorio, coprendo anche le aree di provincia a bassa-media densità, in cui i servizi di spesa online non sono presenti, un’altra peculiarità del nostro modello.

Com’è nata l’idea di creare un servizio simile e in che modo il progetto si è evoluto negli anni?

Il servizio è nato sei anni fa come Supermercato24, per rispondere a un’esigenza semplice ma importante: permettere alle persone di risparmiare tempo prezioso, facendo la spesa al posto loro. Nel corso di questi anni, abbiamo visto come i nostri clienti avessero anche altre necessità, oltre a risparmiare tempo o evitare code alla cassa: per esempio, quella di ricevere la spesa a casa perché impossibilitati a spostarsi, anche temporaneamente, da casa, o di farla recapitare a un genitore anziano.

Inutile dire che, durante il lockdown, questi bisogni sono diventati ancora più forti e abbiamo davvero percepito l’utilità sociale del nostro servizio e la necessità di fare un passo in più.

Recentemente avete anche avviato un'importante operazione di rebranding...

Con il rebranding aziendale e la nascita di Everli, la nostra mission si è ampliata: vogliamo ridurre le complessità legate alla spesa, togliendo un’incombenza alle persone, nella vita di tutti i giorni come nei momenti più delicati: che sia per ottimizzare gli impegni, per evitare spostamenti e assembramenti, o per dedicare più tempo a ciò che si ama, vogliamo che i nostri clienti pensino solo alla parte più piacevole della spesa, la scelta e l’inserimento dei prodotti nel carrello.

Può raccontarci chi sono i vostri clienti più frequenti? Per quali motivi scelgono di ricorrere a voi?

I nostri clienti sono per lo più donne (70%), di età compresa tra i 30 e i 50 anni; sono prevalentemente mamme o donne in coppia, tech-savy, che hanno bisogno di risparmiare tempo e di ottimizzare i tanti impegni, assicurandosi al tempo stesso una spesa fatta con qualità e attenzione. Dopo l’emergenza Covid, ovviamente, sono moltissimi i clienti che ci scelgono anche e soprattutto per evitare assembramenti presso il punto vendita fisico.

Qual è stato l’impatto del Coronavirus sul vostro modello di business?

Nel periodo dell’emergenza abbiamo visto crescere la richiesta in maniera incredibile e tantissime nuove persone si sono avvicinate al servizio per fare la spesa online: abbiamo registrato un fortissimo incremento del traffico sul sito e via app (10x) e una crescita esponenziale degli ordini, triplicati.

Le persone hanno percepito il valore di un servizio come il nostro, non più considerato come una semplice comodità, ma come un reale aiuto per poter rimanere a casa ed evitare spostamenti.

Come avete reagito a tale fenomeno?

Per far fronte a questa enorme mole di richieste abbiamo aumentato il più velocemente possibile il numero di Shopper (più di 1300 in due mesi), per ampliare le disponibilità orarie e cercare di portare la spesa a più persone possibili, sempre in sicurezza. Abbiamo inoltre implementato una funzionalità per la consegna della spesa senza contatti diretti tra clienti e shopper (lo shopper lascia la spesa sull’uscio della porta, evitando così interazioni dirette con il cliente) e previsto azioni particolari rivolte alle persone più vulnerabili ed esposte a possibili rischi, come gli anziani, grazie alla collaborazione con i nostri partner e con le istituzioni.

Mentre per quanto riguarda il modo di lavorare all’interno della vostra azienda, com’è stato accolto lo smart working?

La nostra azienda ha sempre incentivato lo smart-working e un approccio improntato alle performance e ai risultati: questo ci ha permesso di essere già “pronti” alle modalità di lavoro oramai diventate familiari per tutti, come i meeting da remoto, la condivisione dei documenti in cloud e l’utilizzo di tool di messaggistica aziendale per la comunicazione interna. In questi mesi, abbiamo definito meglio la policy relativa allo smart working, di fatto consentendo, a partire da ottobre, la totale libertà di scegliere il luogo da cui lavorare, sia esso la propria abitazione, la città di provenienza, una seconda casa fuori città, o ancora gli uffici, a disposizione di tutto il team.

Chiaramente, siamo rigorosamente rispettosi delle direttive governative sul tema e sappiamo che si tratta di uno scenario in costante evoluzione, ma si tratta di un approccio al lavoro in cui crediamo molto.

In questo momento il contesto macro-economico resta molto incerto: cosa vi attendete per i prossimi mesi e quali azioni avete intenzione di intraprendere per far fronte ai rischi della situazione?

Durante l’emergenza della scorsa primavera siamo riusciti a muoverci in maniera estremamente agile e veloce per implementare misure di sicurezza e funzionalità che ci consentissero di gestire la situazione e portare la spesa a più persone possibile: penso alla collaborazione coi nostri partner e con le istituzioni locali, all’on-boarding dei nuovi Shopper, alle misure adottate per garantire ulteriore sicurezza a tutte le persone coinvolte dal nostro servizio.

Tutto questo ha sicuramente migliorato il servizio, e ci deve servire da qui in avanti: monitoriamo costantemente l’evoluzione della situazione e la sua ricaduta sulla mole di ordini e richieste, in modo da essere pronti a reagire in tempo reale a nuove eventuali fasi di emergenza.

Per concludere, con l’esperienza accumulata durante l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, quale lezione imprenditoriale possiamo trarre da questa crisi?

Questa emergenza ha indubbiamente portato a un’accelerazione digitale dell’Italia su più fronti, dallo smart-working all’e-learning, modificando anche la percezione dell’ecommerce. Per quanto riguarda la spesa online, da un lato ha consentito ai retailer di capire ancora meglio l’importanza della multicanalità, dall’altro ha creato negli utenti una nuova predisposizione all’acquisto online e una nuova abitudine verso questi servizi, che d’ora in avanti saranno utilizzati in maniera più programmata e meno estemporanea.

Questo mercato è in costante evoluzione e offre un enorme potenziale di crescita, soprattutto nell’incertezza della situazione sanitaria ed economica che contraddistinguerà anche i prossimi mesi: è importante seguire le esigenze diversificate del consumatore moderno, dalla scelta alla sicurezza, e saper ampliare costantemente l’offerta e i servizi.

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