Per la serie BlastingTalks, intervistiamo Fabrizio Allegra, direttore generale di Tirreno Power. L’azienda nasce nel 2003 a seguito della liberalizzazione del mercato elettrico nazionale di Enel. Con circa 2.500 MW di capacità disponibile e 5.200 GWh di energia immessa in rete nel 2019, la società è tra i principali produttori italiani di energia elettrica.

Blasting Talks è una serie d'interviste esclusive con business e opinion leader nazionali e internazionali per capire come la pandemia di coronavirus abbia accelerato il processo di digitalizzazione e come le aziende stiano rispondendo a questi cambiamenti epocali.

Leggi le altre interviste della serie sul canale BlastingTalks Italia.

Iniziamo parlando del progetto Tirreno Power: quali sono i valori da cui siete partiti e quali sono le differenze rispetto agli altri fornitori di energia?

Il nostro valore più importante è la cultura della sostenibilità. Una cultura non solo dichiarata, ma anche agita. Siamo infatti la prima azienda in Italia uscita definitivamente dalla produzione di energia da carbone. Non solo. Sulle aree occupate da questa produzione è stato attuato, non semplicemente annunciato, un programma di reindustrializzazione che ha visto l’insediamento di nuove aziende con un beneficio per lo sviluppo del territorio sia in termini economici sia occupazionali.

La decarbonizzazione è uno dei pilastri della transizione energetica un tema cruciale per il nostro settore che abbiamo deciso di affrontare partendo dal rafforzamento delle competenze tecniche interne. È necessario dominare le tecnologie per affrontare questa sfida, e noi lo facciamo anche in collaborazione con università e istituti tecnici locali, creando così una cultura dell’innovazione diffusa e concreta.

Questo è un po’ un nostro mantra, infatti “l’energia delle competenze” è diventato una sorta di “payoff” per tutte le iniziative di sostenibilità e rapporto con il territorio sviluppate da Tirreno Power,.

Entriamo nel merito dell’emergenza legata al coronavirus: in che modo avete reagito allo scoppio della crisi e al primo lockdown per garantire la continuità aziendale?

Abbiamo agito in due direzioni. Per le strutture di staff, abbiamo portato in smart working tutte le funzioni possibili, anche quelle che fino a quel momento non avevano mai operato da remoto. Per le attività produttive, abbiamo riconfigurato le operazioni tempestivamente e stabilito dei protocolli di sicurezza disciplinati e rigorosi. Abbiamo inoltre lavorato molto sulla comunicazione interna e sulla formazione online per rafforzare o integrare le nuove competenze richieste in questa fase. Infine, sono stati garantiti una serie di strumenti di welfare, ad esempio attraverso un’assicurazione a copertura del rischio Covid19 in favore di ciascuno dei nostri dipendenti. Abbiamo agito rapidamente ed efficacemente potendo contare sul sostegno e poi anche sull’apprezzamento dei sindacati per la velocità e la concretezza con cui siamo intervenuti.

Mentre per quanto concerne la fase attuale, quali strategie avete intenzione di implementare per affrontare i prossimi mesi?

Abbiamo fatto tesoro della prima fase. Continueremo a lavorare in smart working potendo contare su una struttura interna ormai rodata e capace di operare da remoto per il 100% delle attività di staff. Le dotazioni tecnologiche vengono proprio in queste ore ulteriormente implementate per migliorare il lavoro dalla propria casa. Per quanto riguarda le persone che lavorano sugli impianti, continuiamo con le procedure che abbiamo già testato con successo e che abbiamo ulteriormente rafforzato rendendo disponibili strumenti diagnostici, come i tamponi rapidi. Inoltre, sempre in ottica di welfare, stiamo stringendo rapporti di collaborazione con diversi istituti medici per offrire ai dipendenti e ai loro familiari strumenti di diagnostica rapida.

Recentemente avete presentato un webinar sull’energia idroelettrica, con particolare riferimento alle ricadute economiche, sociali e ambientali sul territorio. Quali riscontri avete rilevato in tal senso?

L’industria idroelettrica continua a essere la fonte rinnovabile più presente in Italia e storicamente ha portato sviluppo in zone estremamente remote e isolate. Questo sviluppo si sta concretizzando anche in forme e opportunità nuove. Dal turismo eco sostenibile a progetti di ricerca sulla biologia dei corsi d’acqua e di studio degli ecosistemi. Fondamentale è anche il ruolo importante che giocano questi asset sul territorio per la mitigazione del rischio idrogeologico. Abbiamo fatto svolgere da un soggetto esterno una ricerca sulle ricadute economiche e i risultati ci hanno sorpreso: per ogni euro investito dalla nostra società sono stati generati 1,6 euro di benefici per la collettività.

Quali iniziative avete presentato ai vostri clienti e fornitori durante il periodo dell’emergenza?

Abbiamo preso una decisione molto importante e apprezzata. Ai nostri appaltatori abbiamo dato la disponibilità del pagamento a vista delle loro fatture. Quindi abbiamo superato i termini contrattuali normalmente dell’ordine di alcuni mesi e pagato subito. È stata una forma di finanziamento molto importante soprattutto per le PMI (ma anche per le imprese più grandi) che operano sui territori e che sono in crisi di liquidità. Visto il proseguimento della crisi, abbiamo deciso di estendere questa misura fino alla fine dell’anno.

Infine, in che modo la crisi che stiamo vivendo potrà contribuire a renderci più resilienti?

Quali opportunità possiamo cogliere davanti a una sfida così complessa e difficile da affrontare?

Una prima riflessione per gli operatori elettrici è che questa crisi ci ha fatto rendere ancora più consapevoli di quanto l’energia elettrica sia una risorsa essenziale, per la quotidianità ma anche per guardare al futuro in un’ottica più sostenibile. Questa crisi drammatica, immediata e inattesa ha imposto di prendere decisioni che in altri momenti sarebbero state prese in tempi più lunghi e anche di attuare modifiche organizzative molto rapidamente, accelerando un vero e proprio cambiamento culturale dell’azienda. Oltre alla resilienza (necessaria per resistere a uno shock rimanendo integri) posso dire che abbiamo sviluppato anche l’antifragilità che è quella caratteristica che, a seguito di un evento gravemente negativo, permette di cambiare e migliorarsi.

Dobbiamo quindi tirare fuori il meglio delle nostre capacità e competenze non solo per affrontare la crisi di oggi, ma anche per progettare la nuova normalità nel nostro futuro.

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