Il calcio in Italia genera circa 12,4 miliardi di euro di PIL, considerando l’effetto diretto, indiretto e indotto dell’intero sistema (club professionistici, calcio giovanile/dilettantistico, turismo, media, scommesse e altri settori collegati). Di questi, 5,2 miliardi derivano dal solo calcio professionistico, con la restante parte prodotta dall’ecosistema che gravita attorno allo sport. Nel complesso, il calcio contribuisce a circa lo 0,5–0,6% del PIL iitaliano.
Il mercato di gennaio non è solo una finestra di riparazione tecnica, ma anche un termometro economico che misura ambizioni, errori e strategie dei club di Serie A.
L’aggiornamento del valore delle rose, realizzato dal sito transfermarkt, confrontando la situazione al 1° gennaio 2026 con quella successiva alla sessione invernale, restituisce un quadro tutt’altro che uniforme, segnato da poche crescite significative e da un generale ridimensionamento del sistema.
Boom Pisa: ottimo aumento
A sorprendere è soprattutto il dato di Pisa, che registra un incremento del +17,1%, passando da 95,5 a 111,8 milioni di euro: una crescita netta, la più alta del campionato, che testimonia un mercato mirato e una valorizzazione immediata degli asset. Seguono Roma (+4,0%) e Sassuolo (+2,5%), segnali di continuità progettuale più che di rivoluzione.
Incrementi contenuti ma significativi anche per Fiorentina, Milan e Juventus, tutte tra l’1,5% e il 2,3%.
Crescite che indicano stabilità e controllo, ma che non spostano gli equilibri generali del campionato. Più marginale l’aumento di Cagliari, mentre Parma resta sostanzialmente invariato.
Il dato più rilevante emerge però nella seconda metà della classifica, dove iniziano i segni meno. Inter e Lecce registrano lievi cali, ma è scendendo che il quadro si fa più netto. Torino (-2,4%) e Bologna (-3,1%) anticipano una lunga serie di svalutazioni, fino ai casi più evidenti.
Colpiscono in particolare Atalanta (-6,9%), Lazio (-7,3%) e soprattutto Napoli, che perde il 9,4% del valore della rosa. Un dato che riflette scelte conservative, uscite pesanti e una perdita di appeal sul mercato. Ancora più marcato il crollo dell’ultima in classifica, con una svalutazione del -13,4%, segnale di una stagione che non ha trovato correttivi efficaci nemmeno a gennaio.
Cala leggermente il valore della Serie A
Nel complesso, il valore totale delle rose di Serie A passa da 5,34 a 5,24 miliardi di euro, con un saldo negativo dell’1,9%. Un numero che sintetizza una realtà chiara: il mercato di gennaio 2026 non ha rilanciato il sistema, ma ne ha certificato la prudenza. Pochi investimenti, molta cautela e una tendenza generale alla riduzione del rischio. In un calcio sempre più attento ai conti, anche gennaio smette di essere una scorciatoia e diventa, numeri alla mano, uno specchio delle reali ambizioni dei club.
La classifica dei valori delle rose aggiornata
Ecco la classifica totale e la percentuale di modifica dei valori della Serie A tra l'inizio del calciomercato invernale e la sua fine, avvenuta qualche giorno addietro.
- Pisa +17,1%
- Roma +4,0%
- Sassuolo +2,5%
- Fiorentina +2,3%
- Milan +1,6%
- Juventus +1,5%
- Cagliari +1,0%
- Parma -0,1%
- Inter -0,5%
- Lecce -0,6%
- Torino -2,4%
- Bologna -3,1%
- Como -4,0%
- Cremonese -4,2%
- Genoa -4,8%
- Atalanta -6,9%
- Hellas Verona -7,2%
- Lazio -7,3%
- Napoli -9,4%
- Udinese -13,4%