Le videocamere installate dai comuni per la sicurezza urbana non possono essere usate per fare multe. Questo è quanto stabilito dal Garante della Privacy con provvedimento del 14 maggio 2026. Il richiamo arriva dopo un caso che ha coinvolto il Comune di Reggio Calabria, dove le immagini di una telecamera pubblica erano state utilizzate per ricostruire un incidente, individuare responsabilità e perfino trasmettere il filmato alla Motorizzazione.
Secondo l’Autorità, tutto questo è illegittimo: le telecamere non sono strumenti “multiuso” e non possono trasformarsi in autovelox improvvisati.
Perché è vietato: il principio chiave del GDPR
Il Garante ribadisce un concetto fondamentale: la limitazione della finalità. Le telecamere urbane sono autorizzate solo per:
prevenzione dei reati
contrasto alla criminalità diffusa
tutela della sicurezza pubblica
Nulla a che vedere con sanzioni amministrative o violazioni del Codice della strada. E anche se il filmato “torna utile”, questo non basta a renderne legittimo l’uso.
Quando invece le immagini si possono usare
Il divieto non è totale. Il Garante distingue chiaramente tra:
violazioni amministrative → vietato usare le immagini
profili penalmente rilevanti → consentito l’utilizzo
Se un incidente configura un reato, allora le immagini possono essere trattate per esigenze di giustizia.
Ma nel caso esaminato, si trattava solo di una violazione amministrativa: quindi stop.
Altro divieto: niente invio dei filmati ad altri enti
Il Comune aveva trasmesso il video alla Motorizzazione per valutare una revisione della patente. Anche questo è stato giudicato illecito: non esiste alcuna norma che autorizzi tale passaggio di dati.
Il Garante è netto: i dati non possono circolare liberamente tra enti pubblici. Ogni trasmissione deve essere prevista dalla legge, senza scorciatoie.