I destini della Grecia e dell'Italia non sono incrociati. Parola di Matteo Renzi che, in un colloquio con il direttore de Il Sole 24 Ore, ha sottolineato come l'Italia sia già fuori "dalla linea del fuoco". Il premier, nello scongiurare il rischio contagio, ha però parlato delle ricadute per gli altri Paesi extraeuropei che, come Atene, risultano oggi debitori dell'Fmi (Fondo monetario internazionale). Conseguenze da ascrivere alla colpa dell'Europa di una mancanza di visione a lunga scadenza.

La trattativa che la Grecia sta affrontando in contrapposizione della Commissione Ue e della Germania di Angela Merkel, in particolare, non ha visto l'Italia in prima linea.

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Una posizione marginale che Renzi ha cercato di ridimensionare: "In passato il nostro posto era tra i problemi, adesso è tra quelli che provano a risolvere i problemi". Un concetto ripreso anche dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, a margine di un convegno organizzato dall'Università "La Sapienza" di Roma: "Ho letto spesso sulla stampa e sui media in questi giorni che il governo italiano è assente da questo negoziato, nulla di più falso".

"Il governo italiano è assente dall'esibizione pubblica - ha poi rilanciato - io sono ingenuamente convinto che per il bene del successo di una soluzione cooperativa meno si comunica all'esterno e meglio è".