Londra è una città di passaggio? E come sta chi ci abita? A cosa ambisce e quali sono le motivazioni? Sono queste le domande a cui il registra italiano Luca Vullo sta cercando di rispondere col suo Influx, un documentario indipendente finanziato grazie al crowdfunding su indiegogo e che già qualche mese fa figurava nei progetti interessanti che avremmo potuto vedere nascere grazie a una raccolta fondi online (dopo l'entusiasmante esperimento di 'Io sto con la sposa'). 

Il documentario non vuole raccontare soltanto la Londra contemporanea, meta di una buona fetta di giovani italiani, ma anche la Londra dei tempi passati, vissuta da chi oggi ha alle spalle decenni d'esperienza in una delle metropoli più "influenti" al mondo, si legge nella descrizione del progetto sulla piattaforma di crowfunding.

Aiutato da un team di 'expat' italiani, il documentario proverà a raccontare le gioie e i dolori di chi tenta (e ha tentato, spesso con successo) di farcela in un altro paese. Voci autorevoli ma anche dei ragazzi della porta accanto. Un sogno che potrebbe essere spezzato dalle intenzioni del governo britannico, che sta pensando di vietare l'ingresso a chi non abbia già un lavoro su cui poter contare.