La segnalazione è partita lo scorso 3 Agosto ed è stata ripresa dall'agenzia polacca tvn24.pl: l'intelligence di Varsavia (ABW) sta monitorando circa 200 cittadini di origine cecena e medio orientale entrati nel Paese in epoche diverse con la qualifica di rifugiati. Il dettagliato rapporto è stato presentato dal vice direttore dell'ABW Jacek Gawryszewski. Molti di loro, vi si legge, sono stati ospitati nei campi profughi polacchi. Si è poi scoperto che erano militanti jihadisti.

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Un numero imprecisato ha raggiunto la Siria o l'Iraq per combattere con lo Stato islamico ed ha mantenuto e mantiene tuttora contatti e collegamenti con la Polonia.

Vi è poi una decina di cittadini polacchi convertiti all'Islam i quali dopo aver vissuto per qualche tempo in Germania, Norvegia e Francia, si sono recati in Siria e stanno combattendo con l'Isis

Il sunnominato rapporto cita un'altra categoria di potenziali terroristi composta da persone che hanno meno evidenti collegamenti con la Polonia. Questo è stato il caso di un cittadino marocchino che è stato fermato all'aeroporto Chopin a Varsavia il 15 giugno scorso. Secondo le informazioni pubblicate da tvn24.pl, il servizio di sicurezza tiene sotto controllo anche le donne polacche che incontrano persone tramite internet, con la messaggistica istantanea, via email e su siti di incontri. Esse sono sedotte da uomini provenienti dal Medio Oriente incaricati di reclutare devote collaboratrici. Il 22 per cento dei polacchi è molto preoccupato per potenziali attacchi da parte di estremisti islamici residenti nel Paese.

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La paura dell'estremismo islamico è in crescita in Europa e negli Stati Uniti. In Italia la popolazione lo teme ma pare che il fenomeno sia sottovalutato dalle forze di governo che imperturbabili persistono nell'andare a prendere i cosiddetti rifugiati o migranti sin davanti alle coste libiche. 

Tra il 2005 e l'agosto di quest'anno, riporta il 10News.dk, la paura dell'estremismo islamico tra la popolazione è passata in Francia dal 32 al 67%, in Spagna dal 43 al 61%, in Gran Bretagna dal 34 al 52%, in Germania dal 35 al 46%, negli USA dal 31 al 53%, in Italia, dato rilevato solo per il 2015, il tasso è del 53%. Fa eccezione la Russia che vede scendere la percentuale dal 52 al 23%. Ciò è dovuto senza alcun dubbio alla politica di prevenzione e repressione posta in essere dal presidente Putin a difesa della sua popolazione.