Aveva solo 17 anni, Muhammad Riyad. Era arrivato in Germania da lontano, forse dall'Afghanistan, forse dal Pakistan. Era un profugo ed era stato accolto da una famiglia tedesca. Nella stanzetta della sua nuova casa, però, aveva confezionato a mano una bandiera dell'Isis. Lupo solitario, connesso o meno alla rete del jihad del terrore, Riyad è salito sul treno che portava a Wuerzburg, in Baviera, armato di ascia e di coltelli per poi ferire quattro persone e far ripiombare l'Europa nella più totale paura.

L'agenzia di stampa riconducibile all'Isis, Amaq agency, non ha perso un attimo per rivendicare l'attacco che aveva appena colpito la Germania, diffondendo un video realizzato dal giovane attentatore, dove il ragazzo specificava di essere un soldato dell'Isis, un soldato del Califfato, pronto a morire in nome del jihad in risposta agli appelli lanciati sui social network dallo stesso Stato Islamico.

Soltanto pochi giorni prima, il 14 luglio, era toccato per l'ennesima volta alla Francia.