Nel suo intervento alla Sapienza, il Papa ha espresso forte preoccupazione per l’aumento globale della spesa militare, con particolare riferimento all’Europa, sottolineando le conseguenze di questa tendenza sul piano sociale ed economico.

“Nell'ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami 'difesa' un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune.”

Il Pontefice ha poi richiamato l’attenzione anche sul ruolo delle nuove tecnologie, in particolare dell’intelligenza artificiale, invitando a una riflessione sulle sue applicazioni in ambito civile e militare: “Occorre inoltre vigilare sullo sviluppo e l'applicazione delle intelligenze artificiali in ambito militare e civile affinché non de-responsabilizzino le scelte umane”.

Nel passaggio finale del suo discorso, il Papa ha rilanciato un interrogativo sul futuro del mondo, denunciando l’impatto dei conflitti e della retorica bellica: “Che mondo stiamo lasciando? un mondo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra”.

L'escalation della spesa militare in Europa

I dati recenti rivelano che la spesa militare in Europa ha registrato un incremento del 14% nel 2025, raggiungendo la cifra di 864 miliardi di dollari. Questo aumento rappresenta il più elevato dalla fine della Guerra Fredda, un contesto influenzato dalla guerra in Ucraina e dalle crescenti pressioni sugli stati membri della NATO per incrementare gli investimenti nel settore della difesa. Nel 2025, la NATO ha infatti stabilito un nuovo obiettivo di spesa per la difesa, fissandolo al 5% del PIL per ciascun paese membro.

Il Pontefice ha collegato direttamente questo massiccio aumento delle spese militari a una diminuzione della fiducia nella diplomazia e a un’escalation delle tensioni internazionali. Ha inoltre ribadito come tali scelte strategiche favoriscano l’arricchimento di ristrette élite, le quali mostrano scarsa considerazione per il bene comune della collettività.

L'allarme sull'intelligenza artificiale e i conflitti

Un altro punto focale del discorso papale è stato l’appello a una vigilanza costante sullo sviluppo e sull’applicazione delle intelligenze artificiali, sia in ambito militare che civile. Il Papa ha ammonito affinché queste tecnologie non conducano a una de-responsabilizzazione delle scelte umane.

A supporto di questa preoccupazione, ha citato i conflitti in Ucraina, Gaza, Libano e Iran, presentandoli come esempi lampanti di un’“evoluzione inumana del rapporto tra guerra e nuove tecnologie”, che si manifesta in una vera e propria “spirale di annientamento”.

Rivolgendosi agli studenti presenti all’Università La Sapienza, il Pontefice ha lanciato un forte appello a non “chiudersi dentro le ideologie e i confini nazionali”. Ha concluso il suo intervento esortando tutti a farsi “artigiani della vera pace”, promuovendo un impegno attivo e concreto per la costruzione di un futuro più giusto e sereno per l’intera umanità.