I sindacati sono pronti a partire all'attacco del 'volumetto' #labuonascuola, ma soprattutto sono pronti a farsi sentire, a partire dal prossimo lunedì 15 settembre, quando l'esecutivo avvierà quei due mesi di consultazione e di confronto che dovranno condurre verso la riforma della scuola.
Nel frattempo, a novembre, la legge di Stabilità sarà stata già approvata e non dimentichiamo che in questi giorni, il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan e il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli stanno cercando di trovare quei 20 miliardi necessari per far quadrare il bilancio: anche il Ministero dell'Istruzione, dunque, sarà chiamato a contribuire in una piccola parte e non è certo una bella notizia. 
Ne è pienamente consapevole il segretario della Uil scuola che, riferendosi agli stipendi degli insegnanti, afferma che 'il documento di riforma non prevede nessun aumento, anzi toglie dalla voce retributiva un miliardo e 200 milioni di euro'. Massimo Di Menna si riferisce chiaramente agli scatti fino al 2019. Se da una parte, il segretario della Uil è d'accordo sul fatto che bisogna valorizzare i docenti, 'non si può fare togliendo i soldi'. Di Menna afferma che questa la si può già considerare come una manovra di riduzione della spesa, a carico di tutto il personale scolastico.


Miur, scuola, stipendi docenti: i sindacati insistono sugli scatti di anzianità

Anche il coordinatore della Gilda Insegnanti non è d'accordo con il governo, affermando che l'esecutivo è partito con il piede sbagliato. Rino Di Meglio rivendica il diritto alle progressioni di carriera che dovranno rimanere ancora legate all’anzianità di servizio; un altro punto sul quale Di Meglio non è assolutamente d'accordo è quello riguardante l'allargamento dei poteri ai presidi che, in base alle nuove direttive, potranno scegliere gli insegnanti più adatti alle loro scuole. Infine, secondo Di Meglio, è una cosa assurda chiedere agli studenti che cosa vogliono studiare a scuola: le materie e i relativi programmi sono quelli ritenuti giusti per formare l'educazione scolastica dei ragazzi.