Continua a tenere banco la questione connessa ai mancati interventi del governo Renzi riguardo a pensioni e previdenza: contrariamente a quanto suggerissero le numerose dichiarazioni nelle quali parecchi esponenti dello stesso governo Renzi si erano profusi, a margine della Legge di Stabilità non è infatti arrivata alcuna concreta novità, con la conseguenza che la manovra attinente il caso pensioni lavoratori precoci e l’annunciata riforma della pensione anticipata sono finite (per l’ennesima volta) nella soffitta di Palazzo Chigi. Eppure, con una Legge di Stabilità che ancora non ha neanche ottenuto il placet definitivo, il dibattito è già ripreso, con il commissario INPS Tiziano Treu ad aver paventato l'ipotesi di una Mini-Pensione e il ministro Poletti ad aver invece sottolineato i motivi per i quali ad oggi ogni ragionamento sia estremamente complesso.

A questo punto una domanda sorge spontanea: siamo davanti all’ennesimo bluff di un governo, quello guidato da Renzi, che tende a rilasciare certe dichiarazioni per calmare le acque o dalle parti di Palazzo Chigi avevano davvero le mani legate in occasione di una Legge di Stabilità che doveva necessariamente affrontare altre questioni rispetto a quelle previdenziali? Difficile entrare nel merito e fare delle ipotesi, di concreto c’è che il caso pensioni lavoratori precoci è stato ignorato e che la pensione anticipata non è stata toccata.

Pensioni lavoratori precoci e pensione anticipata, Poletti, Renzi e Treu: Mini-Pensione, un prestito INPS sotto mentite spoglie

Come accennato in apertura, la Legge di Stabilità ha fatto registrare l’ennesimo nulla di fatto sia sul fronte pensioni lavoratori precoci che su quello dei possibili interventi connessi all’istituto della pensione anticipata: nulla di tutto quello che era stato promesso è arrivato, compresa la norma ‘annunciata’ da Poletti che avrebbe dovuto eliminare o fortemente attenuare le penalizzazioni attualmente previste per chi accede alla pensione anticipata prima dei 62 anni di età. Nonostante però il sostanziale vuoto cui si è assistito, all’indomani del provvedimento si scorgono già i segni di avvio di un nuovo dibattito, con ogni possibile ipotesi gettata nella mischia a lasciare però più di un dubbio. Si perché dopo le tante parole gettate al vento la credibilità del governo Renzi - ai minimi in tanti settori ma ben oltre sotto le zero quando si parla di interventi riferiti a pensioni lavoratori precoci e pensione anticipata - si assottiglia sempre di più: parlando di pensioni lavoratori precoci si vanno studiando sempre e solo interventi che interesserebbero la categoria indirettamente, con l’ipotesi di istituire una Mini-pensione (prestito da concedersi a tutti i lavoratori che accettino di abbandonare in anticipo l’impiego) che non convince anche e soprattutto perché costituisce la sostanziale riproposizione, sotto mentite spoglie, di un’ipotesi presentata in passato e mai ratificata. Come ricordato spesso nel corso di precedenti contributi, l’unica via di risoluzione del caso pensioni lavoratori precoci consiste nel prevedere nuove forme di pensione anticipata o prepensionamento che passino da una rivisitazione delle norme e non dalla configurazione di istituti dalla dubbia utilità (quale sarebbe il senso di prestare ai lavoratori il denaro versato in anni di contributi?) Nel corso di un intervento condotto ieri, Poletti si è giustificato sottolineando come ogni ragionamento sulle pensioni si faccia al momento complicatissimo per via dei tanti errori commessi in passato (in primis quello sui baby pensionati). Decisioni incaute dunque, che hanno creato un sistema in forte disequilibrio; ripristinare un equilibrio di fondo non sarà semplice ma non fare nulla di certo non aiuterà a risolvere una delle più grandi piaghe del nostro tempo aggiungiamo noi. Continueremo a seguire i futuri sviluppi, se desiderate rimanere aggiornati vi invitiamo a cliccare il tasto ‘Segui’ poco sotto il titolo del pezzo.