Fervido l'interesse intorno alla questione della cosiddetta opzione donna, sono molte le lavoratrici che si domandano, inquietate dal silenzio del Governo, se la pensione anticipata con metodo contributivo finirà definitivamente in soffitta dal 2015. Negli ultimi giorni sono state molte le novità e le azioni del Comitato opzione donna che, istituitosi in luglio, ha decido di dichiarare apertamente battaglia all'Inps affinché venga cancellata la famigerata circolare 35/2012 oggetto della discordia.

Ricordiamo, anche se ormai sarà noto ai più, che l'opzione contributivo donne era stata concessa in via sperimentale fino al 2015 dalla Legge Maroni 243/2004. Le lavoratrici, consce della decurtazione del 25/30% che avrebbero avuto sull'assegno pensionistico finale, calcolato unicamente col metodo contributivo, erano libere di sceglie se accedere alla pensione anticipata all'età di 57 anni se dipendenti o a 58 se autonome, avendo maturato 35 anni di contributi. Il requisito anagrafico dal 2013 è stato aumentato di 3 mesi per tenere conto dell'allungamento delle aspettative di vita.

Opzione donna, novità: pensione anticipata alla stregua finale?

Anche se formalmente, stando alla Legge Maroni 2004, l'opzione donna può essere esercitata fino al 31 dicembre 2015, la successiva circolare Inps 35/2012 ha sancito che entro tale data deve verificarsi la decorrenza del trattamento pensionistico e dunque il 31/12/2015 non è la data entro cui maturare i requisiti. Questa nuova interpretazione data alla Legge, considerando che si applica la finestra di 18 mesi per le autonome e 12 per le dipendenti, ha ristretto di moltissimo tempo i termini di scadenza, avendo così già mandato in soffitta a maggio l'opzione contributivo donna per le autonome e mandandola in soffitta a breve per le dipendenti.

L'opzione donna è giunta dunque alla stretta finale? Le lavoratrici indignate non ci stanno e reclamano a gran voce il loro diritto alla pensione e la possibilità di scegliere se uscire anticipatamente dal mercato del lavoro ancora per tutto il 2015, come in principio era stato sancito dalla Legge 243/2004.

Opzione donne: il successo della pensione anticipata contributiva

La misura ha avuto, specie dopo l'entrata in vigore della Legge Fornero, un successo strepitoso, ben 25.095 lavoratrici hanno optato dal 2009 ad oggi per la pensione anticipata contributiva.

La presidentessa Dianella Maroni, forte anche dell'appoggio di Maria Luisa Gnecchi (Pd) ha presentato a Montecitorio una Class Action Collettiva contro l'Inps. La parlamentare del Pd, favorevole all'iniziativa promossa dal Comitato Opzione donna, ha fatto inoltre presente che in Parlamento sono già state approvate due risoluzioni, sebbene ad oggi regni il silenzio più assoluto da parte dell'Inps e del ministro del Welfare.

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Le donne sono basite da questo non intervento del Governo, non solo si rischia di mandare in soffitta la possibilità per oltre 6000 donne di poter accedere alla pensione anticipata con metodo contributivo, ma si impedisce loro di liberare preziosi posti di lavoro per le nuove generazioni e di dedicarsi maggiormente alla cura di anziani e bambini. Confidano dunque che l'opzione donna resti una scelta ancora per tutto il 2015, e che lo stato conceda al più presto la proroga o provveda alla cancellazione della circolare Inps.

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