Non accenna ad esaurirsi il dibattito in tema di pensioni lavoratori precoci, prepensionamento e previdenza: l’incontro tenutosi ieri a Palazzo Chigi tra il ministro Madia e i sindacati ha consegnato più dubbi che altro, con la conseguenza che allo stato attuale il quadro d’insieme non può che prevedere luci e ombre. Da una parte si continua a ragionare su nuove forme di pensione anticipata e prepensionamento - ad oggi, la via più percorribile per risolvere il caso Pensioni lavoratori precoci - con Quota 100 che continua a rimanere un’ipotesi piuttosto concreta, dall’altra si va accendendo sempre di più il dibattito riferito alla possibile abolizione della Legge Fornero, uno scenario che certo cambierebbe radicalmente le carte in tavola.

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Tornando per un istante al meeting di ieri con protagonista Marianna Madia, a ben pensarci la riforma della PA di agosto gestita dallo stesso ministro è stata l’ultima vera manovra all’interno della quale si è ragionato sul caso pensioni lavoratori precoci, con la previsione relativa alla cancellazione delle penalizzazioni per chi accede al prepensionamento prima dei 62 anni di età ad essere stata prima inserita e poi stralciata per volere della Ragioneria di Stato. 

Pensioni lavoratori precoci, prepensionamento, Legge Fornero e Quota 100: luci e ombre, può succedere di tutto

Come accennato in apertura, potrebbero presto arrivare novità sul caso pensioni lavoratori precoci: l’incontro che ieri ha visto protagonisti il ministro Marianna Madia e i sindacati certo non ha risolto nulla, con il numero uno della PA ad essersi comunque mostrato aperto al dialogo. Focalizzandoci sul solo caso pensioni lavoratori precoci possiamo tranquillamente affermare come ieri sia definitivamente caduta la possibilità di assistere ad un estensione dell’opzione contributivo donne ai lavoratori di sesso maschile, misura che se ricalibrata avrebbe potuto incidere anche sul caso pensioni lavoratori precoci. Il ministro Madia si è mostrato timidamente ottimista nei riguardi di una proroga dell’istituto per le sole lavoratrici donne, è dunque escluso che nel breve si possa fare altro.



La via più adeguata per tentare di venire incontro alle esigenze dei lavoratori precoci conduce sempre ad una riforma di prepensionamento e pensione anticipata, con la possibile abolizione della Legge Fornero che da questo punto di vista offrirebbe un assist decisivo. In attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sul referendum della Lega Nord il dibattito si sta facendo sempre più acceso, con il Segretario della CISL Annamaria Furlan ad essersi unita al pensiero espresso da Ignazio Messina, leader dell’Idv: d’accordo riformare o emendare la Legge Fornero ma non bisogna appiattirsi sull’iter portato avanti dal Carroccio. La Furlan vorrebbe in particolare una soluzione politica che possa precedere il referendum o comunque la messa in moto di misure parallele: certo, se la Legge Fornero dovesse essere effettivamente abolita si aprirebbero nuovi scenari anche e soprattutto per il caso pensioni lavoratori precoci, categoria resa ‘schiava’ dai requisiti imposti dalla stessa riforma (in primis un’età pensionabile fissata a 67 anni di età). Mettendo da parte scenari così radicali resta sempre in piedi la possibilità di configurare Quota 100 come soglia di accesso al prepensionamento, una sorta di 'porta d’uscita alternativa' che scaturirebbe dalla somma tra età anagrafica e età contributiva. Gli scenari insomma sono molteplici e destreggiarsi nel mare magnum di possibili interventi è davvero complesso: continueremo comunque a seguire i futuri sviluppi, se desiderate rimanere aggiornati vi invitiamo a cliccare il tasto ‘Segui’ poco sotto il titolo del pezzo.

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