Prosegue senza soluzione di continuità il dibattito riferito a riforma pensioni 2015 e previdenza: i temi al momento più delicati appaiono quelli connessi alla vertenza dei Quota 96 e al ddl Stabilità, con l’emendamento presentato in riferimento al taglio alle pensioni d’oro che rischia nuovamente di naufragare sotto i colpi micidiali della Consulta. Il problema sta nel fatto che l’emendamento presentato al ddl Stabilità sarebbe troppo simile al contributo di perequazione richiesto nel 2011 dal governo Berlusconi e bocciato dalla stessa Consulta nel maggio del 2013.
Un pasticcio all’italiana insomma. Passando invece a riforma pensioni 2015 e Quota 96 prosegue l’impegno di membri e gruppi politici nel tentativo di indurre il governo Renzi a concedere il pensionamento a partire dalla prima finestra utile (settembre 2015): vanno in questa direzione sia l’emendamento presentato dal M5S al ddl Stabilità sia l’interrogazione avanzata dall’On. Ghizzoni, che rivolgendosi al Ministro Giannini ha proposto un ragionamento quasi inattaccabile.
Riforma pensioni 2015, pensioni d’oro, ddl Stabilità e Quota 96: interviene la Consulta – E’ un film già visto
Come sottolineato nel corso di precedenti contributi, la partita ‘più calda’ in quanto a previdenza e riforma pensioni 2015 si sta giocando nelle Aule di Palazzo Madama, con il Senato chiamato a valutare il testo del ddl Stabilità approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati; nella giornata di ieri è giunta notizia di oltre 300 ricorsi presentati dagli stessi dipendenti della Camera in riferimento all’emendamento che ridimensionerebbe i loro assegni previdenziali, le cosiddette pensioni d’oro: la norma interessa solo i vitalizi superiori a quattordici volte il trattamento minimo previsto dall'INPS, ma la presentazione in massa di cause e ricorsi ha costretto la commissione giudicante a sollevare il dubbio di legittimità costituzionale sul provvedimento. Il punto è che la previsione somiglierebbe troppo al contributo di perequazione chiesto dal governo Berlusconi nel 2011, mantenuto dall’Esecutivo Monti l’anno dopo ma bocciato proprio dalla Consulta nel maggio del 2013. La riforma delle pensioni 2015 non prevederà dunque il taglio alle pensioni d’oro dei dipendenti della Camera? Difficile a dirsi, ma la ‘somiglianza’ tra i due provvedimenti, quello che venne bocciato allora e quello che è stato appena presentato, non conduce certo a scenari confortanti.Passando invece a riforma pensioni 2015 e Quota 96 bisogna evidenziare l’interrogazione presentata dall’On. Ghizzioni, che rivolgendosi al ministro Giannini ha sottolineato come continuare ‘a tenere occupato personale ultrasessantenne’ non giovi alle casse statali, tutt’altro. Considerato lo stress arrecato da una professione come quella dell’insegnante, mestiere perciò equiparabile ai ‘lavori usuranti’, si rende spesso necessario assentarsi per motivi di salute, ‘tutti costi a carico del SSN, del MIUR e dell’INPS, da intendersi sia come spese per le cure necessarie sia come costi per il pagamento di supplenti’. ‘Appare quindi lungimirante - conclude la Ghizzoni - considerare più economico il pensionamento dei Quota 96 della Scuola’. Nonostante la prospettiva di una riforma delle pensioni 2015 per i Quota 96 rimanga lontana nessuno vuole dunque mollare un centimetro: ne è un’ulteriore conferma l’emendamento presentato dal M5S al ddl Stabilità. Seguiremo i futuri sviluppi, se desiderate rimanere aggiornati vi invitiamo a cliccare il tasto ‘Segui’ collocato in alto a fianco al nome dell’autore.