Complice l'adeguamento dei requisiti previsti dall'INPS per l'accesso alla pensione anticipata 2015-2016 appare opportuno fare il punto della situazione circa l'attuale contesto di riferimento cercando inoltre di tratteggiare un quadro il più possibile completo ed esauriente riguardo a cosa e come potrà cambiare nei prossimi mesi. Per accedere alla pensione anticipata 2015 i lavoratori di sesso maschile necessitano di maturare 42 e 6 mesi di contributi, che per effetto dell'adeguamento voluto di concerto da governo Renzi e MEF diventeranno 42 anni e 10 mesi a partire dal prossimo anno.
Discorso simile per le donne, che per accedere alla pensione anticipata 2015 dovranno toccare quota 41 anni e 6 mesi di contributi. L'adeguamento dei requisiti INPS scatterà anche per il gentil sesso, con l'asticella che sarà alzata sino a 41 anni e 10 mesi. Se questa è l'attuale configurazione molto presto tutto potrebbe cambiare, a cominciare dai requisiti stessi, che nel corso dei prossimi mesi dovrebbero essere modificati in un'ottica di incremento del livello di flessibilità in uscita. L'ipotesi di riassetto più probabile rimane la Quota 100 proposta dal presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano, che vorrebbe una pensione anticipata 2015 fissata per tutti al raggiungimento di un range di requisiti che nella somma tra età anagrafica e età contributiva dia come risultanza 100.
Ogni altra ipotesi di riforma si basa su una maggiore flessibilità in uscita e prevede un piccolo esborso immediato per lo Stato a fronte però di considerevoli risparmi nel lungo periodo: il punto è che l'Europa ci osserva ponendo vincoli di spesa oltre modo severi.
Pensione anticipata 2015, Quota 100 e opzione donna: è 'guerra' con l'UE
Che si decidi di puntare o meno su Quota 100, da Palazzo Chigi hanno espresso l'intenzione di rivedere i requisiti di accesso alla pensione anticipata 2015 improntando il tutto sulla base di una maggiore libertà concessa al lavoratore. In più di una circostanza il consigliere economico Yoram Gutgeld ha sottolineato l'esigenza di concedere pensionamenti anticipati a fronte di penalizzazioni gradualmente più consistenti al diminuire dell'età anagrafica raggiunta la quale il lavoratore opta per l'abbandono dell'impiego, ma senza il lascia passare dell'Europa ogni mossa sarà impossibile. Proprio in quest'ottica va letto l'incontro in programma con la cancelliera tedesca Angela Merkel, che giorno 22 gennaio si recherà in visita a Firenze dove ad attenderla troverà il premier Renzi. L'obiettivo è quello di sensibilizzare la Germania circa il percorso che intende compiere l'Italia cercando di carpire, nei limiti del possibile, i segreti della manovra condotta dalla stessa Merkel, che lo scorso anno ha ratificato una riforma del sistema previdenziale molto simile a quella che l'Italia vuole portare avanti in merito a prepensionamento e pensione anticipata 2015.Il diktat dell'UE rischia anche di inibire l'ok definitivo alla proroga dell'opzione donna, uno degli strumenti che meglio si adattano alla nuova filosofia contributiva che si vorrebbe perseguire nel nostro paese. Nonostante le oltre 25mila domande di accesso in 5 anni, il governo non ha ancora ufficializzato la proroga con ciò lasciando in una situazione di incertezza oltre 8mila lavoratrici che matureranno i requisiti di accesso previsti dall'INPS (57 o 58 anni di età più 35 di contributi) nel corso di questo 2015: il punto è sempre lo stesso dato che un'eventuale proroga dell'opzione donna porterebbe lo Stato ad anticipare nell'immediato degli stanziamenti che poi però sarebbero 'ammortizzati' consentendo importanti risparmi nel lungo periodo. Seguiremo i futuri sviluppi, se desiderate rimanere aggiornati in tema di previdenza e pensione anticipata 2015 vi invitiamo a cliccare il tasto 'Segui' in alto a destra.