Il 15 aprile si è tenuta presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati la discussione sul super ddl flessibilità, tra i protagonisti assoluti dell'incontro Damiano e Poletti. Il primo ha ribadito la necessità di puntare sul sistema delle Quote (100,97,41) per concedere maggiore flessibilità in uscita, mentre Poletti ha categoricamente smentito la possibilità che vi siano tagli sugli assegni sopra i 2000 euro. Le risorse economiche, affinché si possa pensare ad una svolta previdenziale, andranno dunque cercate altrove?

Quota 100, 97 e 41: all'esame i provvedimenti del super ddl flessibilità, quale sarà la scelta del Governo Renzi?

Cesare Damiano ha riproposto oltre alla Quota 100, ddl 2945, che permetterebbe ai lavoratori di accedere alla quiescenza una volta raggiunta la soglia 100 a partire da un minimo di 62 anni ed un minimo di 35 anni di contributi, che ormai poco convince i precoci, anche la quota 97, ddl 857 ( 62 anni + 35 di contributi) che permetterebbe di accedere alla pensione attraverso un meccanismo di premi e penalità e la Quota 41, in questo momento la misura preferita dai precoci. La Quota 41 non prevede nessun limite anagrafico, per non andare incontro a penalizzazioni è sufficiente aver versato 41 anni di contributi.

Super ddl flessibilità alla Camera, Poletti vs Damiano: no tagli, ma risorse ci sono

Il Governo, precisa Damiano, sta lavorando con l'Inps per comprendere attraverso le prime simulazioni la fattibilità economica delle misure avanzate nel super ddl flessibilità. Per l'ex Ministro del Lavoro le risorse ci sono basterà utilizzare parte dei risparmi che nel prossimo 40ennio verranno maturati grazie alla Riforma Fornero, la Ragioneria di Stato ha fissato tale entità economica in oltre 300 miliardi di euro. Se così fosse, Damiano è pronto a dimostrarlo con dati ufficiali concessi dalla Ragioneria, la decisione di Poletti di non toccare le pensioni più cospicue poco influenzerebbe un eventuale riassetto del sistema previdenziale italiano.

Il Governo, ha comunque precisato con fermezza Poletti, per mettere fine al vociferare, non intende in alcun modo procedere con il taglio sugli assegni superiore ai 2000 euro. Nonostante ciò Gutgeld, consigliere economico di Renzi, ha più volte detto, facendo seguito a Poletti, di essere favorevole alla proposta di Boeri sul pensionamento anticipato con assegni ridotti. L'esecutivo Renzi acconsentirà alla pensione anticipata col sistema delle Quote ( 100,97 o 41) o si limiterà, al più, a concedere l'uscita anticipata con il Prestito Inps?

Difficile ancora comprendere cosa significhi esattamente concedere pensionamenti anticipati a fronte di assegni leggermente più bassi. Il dubbio però sorge, Quota 100 e Quota 41 prevedono il raggiungimento dell'assegno pensionistico pieno, che ne sarà allora di queste misure? I lavoratori sperano ancora fiduciosi, sarà tutto vano o sarà la volta buona?