Tutti davanti alla Camera dei deputati, in Piazza Montecitorio, martedì 19 maggio 2015 alle ore 11:00 per lo sciopero in difesa della Scuola pubblica contro il disegno di legge varato dal Governo Renzi. Non conta il colore, non importano le bandiere e i partiti politici: "E' in gioco il futuro della scuola pubblica e occorre difenderla". Sarà la giornata del "No al Ddl distruzione" quella organizzata dal Movimento 5 Stelle che invita docenti, studenti, genitori, dirigenti scolastici a scendere in piazza alla vigilia del giorno stabilito per il voto finale della Buona scuola (il 20 maggio), contro la riforma che rischia di trasformare la scuola in un'impresa ad alto rischio di clientelismo.

Ddl Buona scuola, i motivi dello sciopero del 19 maggio spiegati da Di Battista e da Montevecchi del M5S

E' il deputato Alessandro Di Battista a spiegare i rischi per la scuola italiana nel caso in cui dovesse diventare legge il disegno di legge del quale la Camera ha votato i primi sette articoli.

"La scuola pubblica è in rovina - commenta Di Battista - con classi pollaio, docenti sottopagati, migliaia e migliaia di insegnanti precari, tetti delle scuole che crollano.

Il Parlamento, dopo tanti anni, ha avuto l'occasione di approvare delle leggi a sostegno della scuola pubblica, e invece ha preferito deliberare per il finanziamento a favore delle scuole private con i soldi pubblici, per l'istituzione della figura del super-preside capace di chiamare direttamente gli insegnanti, modificando la scuola pubblica in un'azienda ad alto rischio di clientelismo. Dovremo essere in tanti, perché chi vuole il ritiro del disegno di legge è minoranza nel Parlamento, ma è maggioranza nel Paese Italia".

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Politica Scuola

A spiegare gli errori della riforma della scuola interviene anche Michela Montevecchi, senatrice del M5S: "Il Governo del Premier Renzi finge di dare ascolto al mondo della scuola, ma non cambia effettivamente la sostanza del provvedimento. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: questo Disegno di legge va ritirato e lo ripeteremo ancora davanti al Parlamento martedì 19 maggio, dalle ore 11:00 per dire 'No' a questo Ddl".

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