Si riapre tra le contestazioni il dibattito sulla riforma connessa al ddl della Buona Scuola protagonista a partire da domani, 5 maggio, di un'intensa settimana di scioperi e proteste. Secondo le ultime notizie il preludio è iniziato ieri, durante la Festa dell'Unità di Bologna quando il premier Renzi è stato nuovamente contestato. Dopo un'iniziale presa di distanze dai manifestanti il premier ha però fatto marcia indietro andando poi a incontrare gli stessi precari. Tuttavia il ddl della riforma scuola 2015 non incassa solo critiche: alla vigilia dello sciopero nazionale di domani, tanti anche i consensi che sembrano prevalere sulle contestazioni, promuovendo la riforma.



«Io non schiaccio la testa a nessuno, ma non mollo» ha commentato Matteo Renzi durante la Festa nazionale del Pd a Bologna mentre fuori erano in corso scontri tra polizia e centri sociali. Il premier si è poi dichiarato pronto a incontrare chiunque perché «libertà è rispondere con un sorriso a chi contesta e dire che non ci facciamo certo spaventare da tre fischi». Così è poi stato in effetti al termine dell'evento quando il premier è andato a incontrare i precari della scuola.

«Avanti sulle riforme» ha detto, «non ci fermeremo a cento metri dal traguardo» «Nel ddl la Buona scuola ci sono molte cose che si possono cambiare» ha riconosciuto il premier. «Non credo che la proposta del governo sia prendere o lasciare: si può parlare» ha sottolineato ancora una volta in riferimento all'annunciata apertura alle modifiche annunciata nei giorni scorsi, anch'essa duramente contestata perché ritenuta fittizia e priva di concretezza.



Alla fine del suo discorso il premier poi taglia corto sulla riforma con parole che hanno tutta l'aria di un velato ultimatum: «se il ddl sulla Buona Scuola passa 100.000 insegnanti entreranno, se non passa continuerete a fischiare. Questa è la differenza». Alla vigilia dello sciopero del 5 maggio però, fischi e contestazioni non accennano a placarsi e, malgrado continuino ad ingrossarsi le fila di chi domani scenderà in piazza per protestare il contro il ddl sulla Buona Scuola, sembra spaccarsi il fronte della protesta. Aumentano infatti, secondo il Corriere della Sera, i consensi alla riforma che vedrebbe in maggior misura i pareri favorevoli. La differenza sarebbe tuttavia molto risicata: 42% contro 39% per un'indagine statistica secondo la quale il dissenso verso la riforma della scuola 2015 prevarrebbe soprattutto tra grillini e astensionisti, alimentata dalla sfiducia generalizzata nei confronti del governo.