La campagna di non voto al PD condotta dai docenti della Scuola che ha prodotto la perdita di due milioni di voti non è andata giù a Renzi che a Rainews dice di non poter procedere alla riforma della scuola a causa dei tremila emendamenti delle opposizioni. Sempre a Rai news una stizzita e stralunata ministra Boschi afferma che la colpa sarà tutta di Sel e M5S, Ma sul maxiemendamento minacciato da Renzi in mancanza di convergenza sul testo della camera rivisto con qualche modifica al momento esistono dubbi piuttosto forti sulla sua presentazione.

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È la stessa Boschi a confermarlo sempre ai microfoni di Rainews. Sul fronte opposto si moltiplicano gli appelli a ritirare una buona scuola che non garantisce le famiglie italiane.

Emendamenti e modifiche condivisi

Sempre sulla questione del maxiemendamento voluto da Renzi si esprime Grasso, il Presidente del Senato in carica, che a margine dell'evento della Festa dell'unità a Roma confida in una dose di buon senso da parte dei contendenti.

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L'auspicio di Grasso è che in VII Commissione, dove l'ago della bilancia pende dalla parte delle opposizioni con 15 preferenze contro le 12 dell'esecutivo, si possano verificare ampie convergenze e condivisioni sugli emendamenti necessari per licenziare una legge condivisa. Grasso, scherzando coi giornalisti, dice che non vuole restare senza lavoro.

Le reazioni delle opposizioni

Secca la replica sdegnata del M5S nelle parole di molti suoi esponenti che respingono al mittente le accuse e chiamano a raccolta gli insegnanti a protestare davanti al Senato.

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Scuola

Tutto questo mentre Beppe Grillo, dalle pagine del suo blog, denuncia il prossimo furto alle spalle degli insegnanti. Su di loro arriverà una bastonata da 26 euro al mese. Eccolo il premio per i supermeritevoli che si vedranno decurtare lo stipendio di 300 euro l'anno e 12.500 euro per tutta la carriera con la Buona Scuola. Tutto questo semplicemente con la scusa della meritocrazia e i bonus da elargire, ma l'unico a beneficiare di questa riforma sarà uno Stato che ruberà 351 milioni di euro ogni anno.

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