Questa riforma della scuola, la quarta che viene fatta negli ultimi 15 anni, proprio non riesce a mettere d'accordo nessuno. Per comprendere che è fortemente contestata, è sufficiente guardare l'enorme partecipazione allo sciopero indetto nello scorso mese di maggio, dove migliaia di persone sono scese nelle piazze di tutta Italia in una manifestazione. che secondo i sindacati, è stata la più grande mai fatta nel paese.

Le manifestazioni principali si sono svolte in ben sette città, mentre i cortei più numerosi si sono avuti a Milano e a Roma, dove accanto agli insegnanti e agli studenti, hanno partecipato i dirigenti dei sindacati confederali e autonomi, oltre a numerosi politici.

Le nuove iniziative di protesta

Con le tante iniziative di protesta in corso di organizzazione dal movimento di opposizione sul fronte della riforma della Scuola, fortemente voluta dal Governo Renzi, si preannuncia un autunno caldo e denso di appuntamenti di protesta.

Per chiedere la sua cancellazione, già sono stati messi in cantiere due referendum abrogativi, tra i quali quello proposto dall'ex esponente Pd Giuseppe Civati, mentre, molto probabilmente un terzo sarà presentato a settembre. Il comitato nazionale "leadership alla scuola" si occuperà di organizzare l'allestimento dei banchi per la raccolta delle firme necessarie, da terminare entro il 25 settembre.

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Scuola

Lo stesso Civati ha già presentato una proposta di referendum contro il "Preside Manager", scatenando le critiche degli stessi esponenti del movimento contro la riforma della scuola. Le maggiori sigle sindacali del paese hanno annunciato che continueranno la loro protesta fin dai primi giorni di apertura dell'anno scolastico, e oltre allo strumento del referendum, alcuni si preparano a dare battaglia nelle aule di tribunale con la presentazione di un lungo elenco di ricorsi.

Alcuni si basano sulla presunta incostituzionalità di alcune parti della riforma, mentre altri sono stati presentati dai docenti precari di seconda fascia, che chiedono la loro inclusione nel recente piano di assunzioni appena approvato dal Governo.

Ad allargare ulteriormente il fronte delle proteste, le molte e insistenti voci che asseriscono la preparazione di azioni di boicottaggio nei confronti della riforma, a causa delle quali lo stesso Ministro della pubblica Istruzione Stefania Giannini si è vista costretta a intervenire attraverso gli organi di stampa, comunicando che i docenti sono in grandi percentuali favorevoli alla nuova normativa che interessa la scuola pubblica italiana, smentendo le stesse voci di boicottaggio e attribuendole solo a una piccola minoranza.

Come apprendiamo dal sito internet "Orizzontescuola,it", l'89 dei docenti e pronto a boicottare la riforma della scuola, mentre il restante 11 % si dice disponibile alla sua applicazione. In ogni caso, la ripresa del nuovo anno scolastico si annuncia molto movimentata, con il Governo impegnato in un ampio programma di riforme, tra le quali quella del lavoro e della pubblica amministrazione.

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