La riforma della scuola di Renzi-Giannini è diventata legge dello stato, ma la scuola italiana si trova in un momento di caos molto forte: non soltanto l'inizio dell'anno scolastico 2015-2016 sarà all'insegna della confusione (il piano di assunzioni si prevede in varie fasi e l'organizzazione si rivela piuttosto complessa), ma anche le procedure del concorso scuola 2015-2016 sono ancora avvolte nel mistero. In realtà, è stato approvato un ordine del giorno della Malpezzi (considerata una renziana di "ferro"), la quale ha sostenuto e portato avanti l'idea che questa tipologia di concorso, pensato soltanto per gli abilitati (TFA, PAS, SFP e diplomati magistrali), non debba valutare le conoscenze disciplinari, ma la "capacità di insegnamento".

La questione non è di poco conto, anche perché si potrebbe andare verso la fine del metodo "quiz", quello più inviso, anche se poi il problema maggiore resta proprio quello della valutazione.

Il concorso scuola 2012 (quello di Profumo) prevedeva come prova orale la simulazione di una lezione su un argomento disciplinare. Le teorie pedagogiche più avanzate (quelle che sono state studiate e approfondite durante i corsi abilitanti) ritengono che ogni intervento formativo debba tenere conto soprattutto del contesto-classe e, dunque, della platea di studenti (la questione dei prerequisiti e dunque della scelta degli obiettivi, mezzi e strumenti da mettere in campo): una "simulazione", dunque, non avrebbe, dal punto di vista didattico e formativo, alcun senso, eppure questa sembra essere una delle idee che circolano maggiormente.

Il pressing di TFA e PAS: concorso scuola 2015-2016

Le ultime notizie che circolano intorno al concorso scuola 2015-2016 sembrano indicare come si vada verso un sistema di selezione che tenga conto delle capacità didattiche ed educative degli aspiranti più che verso una valutazione delle nozioni. Non è comunque chiaro quali potranno essere le prove: il quiz sembra essere scongiurato (ma non è ancora detta l'ultima parola), ma le prove scritte e orali sono ancora immerse nel mistero. Le procedure concorsuali saranno aperte soltanto ai docenti abilitati (TFA, PAS, SFP, diplomati magistrali) anche se si prevede la partecipazione con riserva dei semplici laureati - i sindacati, soprattutto l'Anief, hanno già pronto il ricorso per l'inserimento di chiunque possegga una laurea - ma il vero dubbio riguarda i punteggi aggiuntivi: anche se si tratta di tutti docenti abilitati, i percorsi sono stati differenti: l'ingresso al TFA era limitato ad un numero prestabilito di posti e prevedeva il superamento di tre prove, mentre il PAS non aveva un numero limitato di posti e l'unico requisito per accedervi era l'anzianità di servizio nelle scuole.

Il nodo da risolvere, dunque, riguarda il punteggio aggiuntivo per ogni singolo titolo abilitante: si privilegerà il merito del TFA o l'anzianità del PAS? O, adottando una misura "salomonica", si deciderà per un punteggio uguale e dunque "vinca il migliore"? Gli abilitati TFA e PAS sono pronti a seguire da vicino le procedure di elaborazione del concorso scuola 2015-2016 e si spera che il legislatore, questa volta, tenga conto delle istanze che provengono dal "basso".

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