'Questo decreto dà poco a pochi e niente a molti. Mentre i greci riprendono in mano la propria sovranità e il proprio destino, il Parlamento italiano è umiliato nel discutere e nel votare un'elemosina che viola i diritti dei pensionati, una mancetta su cui è impresso evidente il marchio di quell'austerity che sta distruggendo l'Europa': così hanno tuonato i deputati del M5S in merito al provvedimento sul rimborso delle Pensioni approvato dalla Camera. Normale e prevedibile la strumentalizzazione del caso greco, che sarà utilizzato ora dagli uni ora dagli altri per rivendicare questo o quel diritto.

Questa o quella strategia. La sostanza vera è che gli ellenici rischiano il default ed iniziano ad avere paura, ne è una prova evidente il fatto che nei sondaggi i 'si' al referendum stiano nettamente scavalcando i 'no'. Sempre a proposito della crisi greca sorprende e non poco il commento rilasciato dalla Fornero, che ha sottolineato come da tecnico del governo Tsipras non interverrebbe sulle pensioni. Guardando invece al fronte interno, l'iter di riassetto della pensione anticipata potrebbe subire un pesante scossone: Renzi si è detto contrario al contributivo proposto da Boeri e starebbe addirittura pensando di destituirlo dal suo incarico. Ricalcolare gli assegni in toto significherebbe agitare il macete sui già magri assegni previdenziali degli italiani, e con l'emorragia di consensi cui di recente sta andando incontro il PD il Premier non si può permettere di dare il proprio benestare.



Novità pensione anticipata e piano Renzi: contributivo Boeri non piace a nessuno, la Fornero risparmia i greci

'Noi avevamo approntato una proposta che restituiva in modo molto più equo l'indicizzazione persa, salvando anche la solidarietà intergenerazionale. Il governo italiano, invece, si è inginocchiato di fronte al totem della Troika, quel totem che in queste ore i cittadini greci si preparano a buttar giù a colpi di democrazia e partecipazione' hanno concluso i deputati del M5S, sicuri di come dalla Grecia arriverà il 'giusto' esempio. Sempre sulla Grecia sono arrivate come un fulmine a ciel sereno le dichiarazioni di Elsa Fornero, che per il popolo ellenico mostra un tatto che non le fu per nulla proprio all'epoca della manovra lacrime e sangue autorizzata nel proprio paese: 'Se fossi ministro tecnico in Grecia non imporrei altre restrizioni al sistema pensionistico, ma cercherei di portare subito a regime le riforme fatte e di impedire pensionamenti anticipati […] Visto anche l'altissimo tasso di disoccupazione per molte famiglie le pensioni sono probabilmente l'unica fonte di reddito. Alcune riforme inoltre sono già state fatte. Dunque non penso che serva riformare ancora tagliando le pensioni'. Sorprendenti e non poco le dichiarazioni di Elsa Fornero, che mostrando un'esterofilia tipicamente italiana ha pensato bene di 'risparmiare' ai greci la sofferenza fatta patire invece ai connazionali con una Legge che ancora oggi, a 4 anni di distanza, si tenta di ricalibrare in ogni modo agendo in particolare su pensione anticipata e flessibilità.



Proprio a proposito della riforma della pensione anticipata c'è da segnalare un radicale cambiamento di prospettive. Il Premier Renzi ha fatto intendere di non voler appoggiare l'ipotesi di estensione del contributivo proposta da Boeri, la cui posizione risulterebbe parecchio a rischio. In un momento così delicato per la politica nazionale e internazionale, produrre un intervento così pesante sarebbe un atto miope per non dire politicamente stupido. Meglio prendere tempo dunque, aspettando proposte meno penalizzanti per un popolo che ne ha davvero abbastanza di essere sottoposto a vessazioni e manovre lacrime e sangue. I prossimi giorni saranno segnati da plurimi incontri tra Boeri, Poletti e i sindacati. Allora il quadro sarà più chiaro.