A pochi giorni dalla partenza del piano straordinario di assunzioni, e in previsione del nuovo anno scolastico, iniziano a manifestarsi le prime problematiche in riferimento al comparto dell’istruzione pubblica, molto dibattuto negli ultimi mesi per via della tanto contestata riforma voluta dal Governo Renzi, la c.d. Buona Scuola. A regime, quando il piano di assunzioni sarà concluso, saranno oltre 100 mila le nuove assunzioni nella scuola pubblica; purtroppo però, a volte il profilo dei docenti inseriti nelle graduatorie non coincide con le reali esigenze degli istituti scolastici, causando notevoli disagi.

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Le cattedre insufficienti

Secondo i calcoli della rivista 'Tuttoscuola', le cattedre mancanti sarebbero circa 3.124, e il Ministero ha già fatto sapere che, per ovviare al problema, non intende usufruire dei precari abilitati, ma verranno utilizzate le supplenze. Considerando le disponibilità delle cattedre con le graduatorie dei candidati che aspirano all'assunzione, si evidenzia la mancanza di 1.157 posti nella scuola secondaria di primo grado e 1.985 in quella si secondo grado.

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Le cattedre mancanti sono concentrate in prevalenza tra le materie tecniche.

Nelle scuole medie risultano mancanti 660 docenti in Scienze matematiche, 545 in Tecnica dei servizi e circa 185 docenti di lingua spagnola. Inoltre, sono vacanti anche 160 cattedre in Discipline meccaniche e tecnologiche, e 320 in Laboratorio per l’Edilizia. Questi dati sono riferiti alla prima fase d’immissione a ruolo, dove sono previste circa 47 mila assunzioni, escludendo le successive fasi B e C previste sempre per l’anno in corso, e che riguardano altre 55 mila assunzioni che saranno compiute il prossimo anno, con un evidente peggioramento della situazione.

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Scuola

I docenti inclusi nel piano straordinario di assunzioni

Una delle questioni più dibattute all'interno della discussione sulla riforma della scuola, è la decisione su quali docenti includere nel piano di assunzioni. Nonostante le critiche dei sindacati e delle associazioni di settore, il Governo ha deciso di assumere i docenti presenti nelle Graduatorie a esaurimento e nelle liste dell’ultimo concorso pubblico effettuato, escludendo gli oltre 100 mila abilitati TFA e PAS inseriti nelle graduatorie degli istituti.

Il fatto che i candidati presenti nelle liste dell’ultimo concorso e nelle GaE non concordano con le reali esigenze degli istituti, era già stato previsto dai sindacati, da sempre molto critici sulla riforma della scuola come pensata dal Governo.

Secondo le richieste dei sindacati, per sopperire alle cattedre mancanti sarebbe stato opportuno essere più flessibili con il piano delle assunzioni; invece, a causa delle scelte adottate dal Governo, i posti che non saranno assegnati saranno definitivamente persi.

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Questo perché, pur avendo un grande numero di precari da stabilizzare, le cattedre mancanti saranno assegnate a supplenti con contratti a tempo determinato. La stessa situazione si potrebbe verificare per le cattedre che rimarranno scoperte a causa della rinuncia dei docenti che non intendono trasferirsi, risultanti dalle tre distinte fasi previste dal piano di assunzioni, causando ulteriori disagi.

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