Torna a parlare di riforma pensioni 2015 il presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati Cesare Damiano. Con una nota, l’esponente del PD rilancia il tema della pensione anticipata, auspicando che il governo Renzi decida di intervenire in Legge di Stabilità per rispondere alle aspettative dei tanti lavoratori, soprattutto precoci, che da anni auspicano in una risoluzione della complessa questione.

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Il tira e molla dei primi mesi dell’anno ha indispettito non poco la platea di pensionandi che, giustamente, ha perso la pazienza e mostra diffidenza nei confronti della politica. Diffidenza che Damiano, dal canto suo, ha sempre cercato di eliminare presentando diverse proposte, come la quota 41 e i pensionamenti flessibili, che hanno trovato un buon grado di apprezzamento.

Riforma pensioni 2015, è questo il tempo di ‘sistemare’ la pensione anticipata

“Nella legge di Stabilità – scrive Damiano nel suo ultimo comunicato - il Governo dovrà anche tenere conto dell’esigenza di correggere il sistema pensionistico introducendo al suo interno un criterio di flessibilità”.

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Per fare tutto questo c’è la consapevolezza che serviranno significative coperture finanziarie, tant’è che l’ex ministro del Lavoro guarda con favore al “deficit spending” da attuare con l’ok dell’Europa, così da sfruttare nuove risorse grazie allo spostamento del rapporto deficit-Pil dall’1,8 per cento al 2,3 per cento. E’ in questo passaggio che, secondo il deputato PD, si possono trovare i circa 8 miliardi necessari, secondo le stime dell’Inps, per attuare i pensionamenti flessibili e la quota 41 in cui sperano soprattutto i lavoratori precoci.

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Non resta, quindi, che attendere le mosse dell’esecutivo: come sempre, infatti, sarà il governo Renzi a dare le carte e tutti i proclami sulla pensione anticipata passeranno al varco proprio in sede di Legge di Stabilità. La pressione sarà forte perché tutti hanno imparato, alla luce dell’andamento degli ultimi anni, che se non accade nulla in sede di approvazione dell’ex Finanziaria difficilmente subentrano condizioni ottimali per rovesciare il tavolo nei mesi successivi.

Insomma, l’autunno del 2015 sembra essere proprio quello decisivo per la riforma Pensioni.

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